Il Myanmar è stato colpito da un devastante terremoto magnitudo 7.7 il 28 marzo 2025, con epicentro nei pressi di Mandalay, la seconda città più grande del Paese. Il sisma ha provocato un bilancio drammatico: secondo le ultime dichiarazioni del leader della giunta militare, generale Min Aung Hlaing, le vittime accertate sono salite a 2.719, con almeno 4.521 feriti e oltre 400 dispersi. L’evento ha colpito anche la vicina Thailandia, dove si registrano almeno 20 morti e 34 feriti.
La scarsa connessione a internet e i blackout elettrici hanno reso difficile una valutazione immediata dell’entità del disastro, ma immagini satellitari e testimonianze locali stanno delineando un quadro sempre più grave. La World Health Organization (WHO) ha confermato che più di 10mila edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati nelle regioni centrali e nord-occidentali del Myanmar.
Speranze ridotte al minimo per i sopravvissuti sotto le macerie
A 4 giorni dal terremoto, i soccorritori continuano a cercare superstiti tra le macerie. Nella capitale Naypyitaw, una donna di 63 anni è stata salvata dopo 91 ore trascorse sotto un edificio crollato. Tuttavia, con il passare del tempo, le speranze di trovare altri sopravvissuti si affievoliscono.
Le autorità birmane hanno aggiornato il conteggio delle vittime, ma il bilancio è in costante evoluzione. Intere aree del Paese risultano isolate, con strade e ponti danneggiati, mentre molte comunità non hanno accesso a elettricità o comunicazioni telefoniche.
Danni infrastrutturali e risposta internazionale
Il terremoto ha colpito duramente le infrastrutture del Myanmar, causando il crollo dello storico ponte Ava, uno dei più importanti collegamenti tra le regioni centrali del Paese. Il Copernicus Emergency Management Service (CEMS) ha attivato la mappatura d’emergenza per monitorare la situazione in 11 aree colpite. Le immagini satellitari mostrano una distruzione estesa nel villaggio di Pha Duu (Pa Du), dove più di 1.200 edifici e 8 km di strade risultano gravemente danneggiati o completamente distrutti.
Anche in Thailandia la scossa ha avuto un impatto significativo: un grattacielo in costruzione a Bangkok è crollato, seppellendo numerosi lavoratori sotto le macerie. I soccorritori hanno recuperato 2 corpi lunedì, ma decine di persone risultano ancora disperse.
Un Paese già provato dalla guerra civile
Il terremoto ha aggravato una situazione già critica per il Myanmar, coinvolto in un sanguinoso conflitto civile tra la giunta militare e le forze ribelli. L’emergenza umanitaria rischia di peggiorare drasticamente, con migliaia di sfollati che si aggiungono a una popolazione già duramente provata dagli scontri interni. L’accesso agli aiuti è reso difficoltoso dalle restrizioni imposte dal governo militare e dalle infrastrutture compromesse.
L’intervento internazionale sarà cruciale per fornire soccorso alle vittime, ma la risposta della comunità internazionale resta incerta, data la complessa situazione politica del Myanmar. Le organizzazioni umanitarie chiedono un’azione immediata per garantire assistenza sanitaria, cibo e ripari alle popolazioni colpite.
Con il passare delle ore, il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare, mentre il Myanmar affronta una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia recente.





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