Prime ipotesi sulle cause della morte di Papa Francesco, morto alle 7:35 di oggi. Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti informate, una delle possibili cause della morte del Santo Padre sarebbe stata un’emorragia cerebrale. Il decesso è sopraggiunto improvvisamente e, viene riferito, non sarebbe direttamente correlato alle patologie respiratorie. I polmoni di Bergoglio – riferiscono inoltre all’Adnkronos Salute fonti qualificate facendo riferimento a quanto riportato da chi ha potuto vederlo questa mattina presto – non evidenziavano criticità o problemi respiratori eccessivi.
Papa Francesco è morto “nel suo appartamento a Santa Marta”, riferisce la Sala stampa della Santa Sede, che aggiunge che le cause della morte saranno comunicate stasera, con la constatazione del decesso.
Emorragia cerebrale terzo killer dopo infarto e tumori
L’emorragia cerebrale che potrebbe aver causato la morte di Papa Francesco è fra le principali cause di morte in Italia, dopo infarto e tumori. È anche la forma principale di ictus emorragico, diversa dall’ictus ischemico causato dall’occlusione di un vaso sanguigno. Avviene quando una vena o un’arteria si rompono nel cervello e il sangue che fuoriesce si accumula fino a formare una massa che può penetrare nel tessuto cerebrale adiacente, comprimendolo. Il vaso sanguigno del cervello che improvvisamente si rompe di solito è indebolito dall’aterosclerosi, cioè dall’infiammazione delle pareti che provoca la perdita di elasticità.
L’aterosclerosi non è comunque l’unico fattore di rischio: i dati indicano che giocano un ruolo importante anche ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, obesità e una dieta ricca di grassi saturi e di calorie, oltre a malformazioni vascolari, aneurismi, traumi, tumori o ancora terapie eccessive a base di anticoagulanti. Recentemente anche lo stress è entrato a far parte dei fattori di rischio e si calcola che possa aumentare la probabilità di avere un ictus fino a cinque volte, soprattutto nelle persone di età avanzata.
Il sangue liberato dalla rottura del vaso sanguigno tende a formare una massa che, a causa della pressione che esercita intorno a sé, danneggia il tessuto cerebrale vicino. Gradualmente le cellule del tessuto cerebrale muoiono sia per mancanza del nutrimento portato dal sangue, sia per la pressione esercitata dall’ematoma. In caso di sopravvivenza, i danni possono provocare disturbi dell’umore, epilessia o la perdita permanente delle funzioni cerebrali; possono inoltre compromettere il movimento, provocando la paralisi di metà del corpo o la perdita del tono muscolare. Sono possibili anche la perdita parziale o completa della capacità di esprimersi o di comprendere le parole oppure disturbi dell’attenzione.






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