Piena del Po: superato il picco nel Reggiano, attenzione verso il Delta

Il fiume Po torna sotto controllo nel Reggiano, ma cresce la preoccupazione verso il basso corso e il Delta

Dopo giorni di monitoraggio costante e apprensione lungo il bacino del fiume Po, si può affermare che il peggio sia passato per alcune aree del medio corso, in particolare nel territorio della provincia di Reggio Emilia, dove il picco di piena è ormai alle spalle. La situazione rimane invece da tenere sotto stretta osservazione nei settori più a valle, soprattutto nel Ferrarese e in prossimità del Delta, dove l’acqua sta ancora crescendo in modo costante.

Guastalla e Boretto: il Po inizia a calare

A Guastalla, nel cuore del territorio reggiano, le immagini scattate ieri raccontano un fiume ancora gonfio ma in fase di graduale rientro nei livelli di sicurezza. Nella vicina Boretto, uno dei principali punti di riferimento idrometrici lungo il corso del Po, il picco della piena è stato raggiunto tra le ore 17 e le ore 20 di ieri, con una quota massima di 7,04 metri. Questa mattina, alle ore 7:50, il livello è sceso a 6,83 metri, confermando un trend di lento ma costante calo.

Va ricordato che la soglia di allerta rossa in quest’area è fissata a 6,50 metri, quindi il fiume resta ancora sopra i limiti di sicurezza, anche se non si registrano criticità rilevanti. Si tratta di una piena significativa, ma ben lontana da quelle storiche che hanno segnato profondamente il territorio: 8,43 metri nel 1994, 8,59 metri nel 1951 e il record assoluto di 9,06 metri raggiunto nel 2000.

Situazione in miglioramento a Piacenza

Nel tratto più a monte, in particolare a Piacenza, la situazione è decisamente migliorata. Il livello del Po, che aveva toccato un picco preoccupante di 8,15 metri nella giornata di sabato, è ora in netto calo, stabilizzandosi a 4,70 metri, ben al di sotto delle soglie di attenzione. Questo calo riflette l’esaurirsi della piena nella parte alta del bacino e contribuisce a ridurre la pressione idraulica verso valle.

Cresce l’attenzione verso Pontelagoscuro, Polesella e Ariano

Se il medio corso del Po può iniziare a tirare un sospiro di sollievo, diverso è il discorso per il tratto inferiore del fiume. A Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, il livello del Po è in continua crescita e ha già superato la soglia arancione, attestandosi a 2,21 metri. La soglia di allerta rossa è fissata a 2,5 metri, e il picco in questa zona è atteso tra la notte e le prime ore di domani.

Situazione simile a Polesella, località veneta ma situata in prossimità del confine con il Ferrarese: qui il livello del fiume ha raggiunto 7,46 metri, anch’esso sopra la soglia arancione e vicino a quella rossa, fissata a 7,80 metri. Anche in questo caso, le prossime 24 ore saranno cruciali per valutare eventuali rischi idraulici.

Ad Ariano nel Polesine, in provincia di Ferrara, il livello è salito a 2,97 metri, molto vicino alla soglia di allerta rossa che si attesta a 3,2 metri. La situazione, pur monitorata con grande attenzione, al momento non desta allarmi immediati ma richiede una vigilanza continua, data la delicatezza idrogeologica del territorio deltizio.

Prospettive

La piena del Po, come spesso accade in primavera in seguito a piogge intense e diffuse sul bacino padano, ha mostrato tutta la sua forza ma anche la resilienza del sistema di monitoraggio e delle infrastrutture arginali. Le portate elevate, pur avendo raggiunto livelli significativi, non hanno toccato i massimi storici e, grazie alla buona tenuta delle arginature e all’efficienza del coordinamento tra autorità locali e Protezione Civile, non si sono verificati eventi critici gravi.

Resta alta la sorveglianza nei tratti più bassi del corso del Po, dove il deflusso delle acque è più lento e la pressione resta elevata per diverse ore anche dopo il passaggio del picco. L’attenzione è ora rivolta al Delta del Po, una delle aree più delicate d’Italia in termini di rischio idraulico, dove anche piccole variazioni possono avere conseguenze importanti su un territorio fragile e antropizzato.

Superato il momento critico

Superato il momento più critico nella zona reggiana e in altre aree dell’Emilia, lo sguardo si sposta ora verso il basso corso del Po, dove il fiume continua a crescere. Il coordinamento tra enti locali, autorità di bacino e sistema di protezione civile sarà fondamentale anche nei prossimi giorni, in attesa del completo esaurimento della piena. La memoria delle grandi alluvioni del passato resta viva, ma oggi – grazie a strumenti più efficaci e a un monitoraggio costante – siamo più preparati ad affrontare queste sfide naturali.