Le piogge di marzo in Veneto ricaricano le falde acquifere

Invertito il trend di calo iniziato tra fine ottobre e inizio novembre

Le piogge di marzo in Veneto hanno riattivato processi di ricarica delle falde acquifere, invertendo il trend di calo iniziato tra fine ottobre e inizio novembre. Il dato emerge dall’aggiornamento mensile sulla risorsa idrica, pubblicato da Arpav. In dettaglio, per quanto riguarda la falda, “nel complesso le precipitazioni di marzo hanno riattivato processi di ricarica, invertendo il trend di calo iniziato tra fine ottobre e inizio novembre. In alta pianura i livelli medi mensili sono in linea con le medie di lungo periodo di marzo; in media e in bassa pianura il confronto con le serie storiche è ancora più in attivo“, spiega Arpav.

Le portate dei maggiori fiumi veneti, “sostanzialmente in calo nell’ultima decade dopo la morbida registrata a metà mese, sono tornate superiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua“.

Infine, in merito alle riserve nivali, Arpav riporta: “In marzo sono caduti mediamente dai 60 ai 130 cm di neve fresca, con una distribuzione molto differenziata. Le zone più nevose sono state le Dolomiti meridionali con 100-130 cm di neve fresca a 1800-2200 metri e le Prealpi vicentine con 50-60 cm a 1600 metri e 100 cm oltre i 1800 metri di quota. Apporti minori (60-80 cm) nelle Dolomiti settentrionali. Nel resto delle Prealpi la neve fresca è stata di 35-50 cm a 1600 metri di quota”.