La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è considerata una priorità. Per accelerarne l’approvazione, il governo ha deciso di ricorrere, per la prima volta, alla procedura IROPI – acronimo che sta per Imperative Reasons of Overriding Public Interest. Questo meccanismo consente di autorizzare opere anche in aree protette e in presenza di una valutazione ambientale negativa, a condizione che vengano dimostrati motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.. Pietro Ciucci, Ad della società Stretto di Messina, ha spiegato a “Milano Finanza” che “la procedura deriva dalla necessità di completare la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale), come previsto dal parere positivo del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, lo scorso novembre. La Vinca ha mostrato che su tre dei 15 siti interessati dall’opera l’impatto non è mitigabile. In questo caso scatta la procedura prevista dalla direttiva Habitat, che impone di verificare se sussistano motivi di interesse prioritario per realizzare comunque l’infrastruttura“.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, “ha proposto all’esame del consiglio dei ministri, che l’ha approvata, la relazione che conferma l’esistenza dei motivi imperativi e l’assenza di soluzioni alternative al nostro progetto. Per noi questo passaggio è stato fondamentale, perché l’approvazione è stata collegiale, dell’intero governo. Il Ponte sullo Stretto non è solo un’infrastruttura, ma un motore per lo sviluppo del Mezzogiorno“. Le tre aree interessate “in linea di massima corrispondono a quelle dove saranno maggiori le incidenze delle opere. Si tratta dei monti Peloritani, la Costa Viola e i fondali da Punta Pezzo a Capo delle Armi“.
La relazione IROPI, ha proseguito Ciucci, “è stata presentata col piano di dettaglio delle opere compensative per mitigare gli effetti sull’ambiente, attualmente all’esame del Mase. Collaboriamo con esperti e istituzioni scientifiche per proteggere la biodiversità, in particolare i corridoi migratori degli uccelli e la vegetazione dell’area. Il rispetto dell’ambiente non sarà sacrificato: sarà parte integrante del progetto. L’IROPI non è una scorciatoia, al contrario ci impone che siano rispettati i requisiti di salute e sicurezza pubblica e impatto ambientale. L’obiettivo è realizzare l’opera senza eludere la responsabilità ambientale, che resta per noi prioritaria. Il rapporto tra i possibili impatti e le compensazioni che metteremo in atto è di uno fino in alcuni casi a tre, vuol dire che i nostri interventi avranno un effetto moltiplicatore a vantaggio dell’ambiente. E va ricordato è che il Ponte di per sé è già un’opera sostenibile“. Riducendo infatti la navigazione dei traghetti, “permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 13 milioni di tonnellate di CO₂ per i 30 anni della concessione. L’opzione zero, ovvero lasciare tutto così com’è, è molto più impattante sull’ambiente. Ma questo non viene mai abbastanza sottolineato“.
Ciucci infine ha evidenziato che “grazie al Ponte ci sarà un risparmio medio di un’ora rispetto ai tempi dell’attraversamento via mare, per i treni addirittura di due ore. Immaginiamo cosa vorrebbe dire, per esempio, per i mezzi della protezione civile o della pubblica sicurezza, un tale risparmio di tempo“.


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