Spazio, preoccupa la tenuta della ISS tra perdite d’aria e riduzione budget

Mentre l’avamposto spaziale si avvia verso la sua fine prevista entro il 2030, c'è preoccupazione per la sua tenuta

La ISS è entrata nel periodo più rischioso della sua esistenza”. Sono le parole con cui Rich Williams, membro del Comitato NASA per la Sicurezza Aerospaziale ASAP descrive la situazione della Stazione Spaziale Internazionale. Mentre l’avamposto spaziale si avvia verso la sua fine prevista entro il 2030, infatti, c’è preoccupazione per la sua tenuta. A preoccupare sono le perdite di aria da uno dei moduli russi e la graduale riduzione degli investimenti fatti per la manutenzione di questi ultimi anni.

Williams spiega che una delle preoccupazioni maggiori riguardo alla tenuta della ISS, operativa da ormai oltre 25 anni, sono alcune perdite di aria dal modulo russo Zvevda. Si tratta di alcune piccole crepe note già da tempo che non si è riuscito nel tempo a riparare del tutto ma presto potrebbero essere fatti nuovi tentativi.

Un’altra preoccupazione è lo sviluppo di piani di de-orbiting della ISS, ossia la manovra che verrà realizzata per far abbassare l’avamposto spaziale fino a farlo bruciare completamente nell’atmosfera. I timori sono legati a possibili difficoltà nella tenuta dell’orbita prima dell’arrivo del modulo denominato Usdv, commissionato a SpaceX, e che dovrà guidare il rientro. “Se la ISS dovesse uscire dall’orbita prima della consegna dell’Usdv – ha detto Williams – il rischio per la popolazione derivante dai detriti della ISS aumenterebbe di ordini di grandezza“.

Tutti problemi che, secondo la Commissione, sono stati aggravati dalla riduzione di investimenti sulla ISS, in particolare nei rifornimenti con materiali di ricambio. “Quando i programmi si avvicinano alle fasi finali, si è portati a supporre che saranno necessarie meno risorse”, ha detto Williams. “Ma per la ISS è fondamentale mantenere un budget e risorse adeguati fino al suo rientro in sicurezza”.