Il Giappone sta vivendo un’impennata nei prezzi del riso, con aumenti che sfiorano il 92,5% annuo, secondo i dati del ministero dell’Agricoltura. L’inflazione “core”, esclusi alimentari freschi ed energia, è salita al 3,2% a marzo, segnando una delle accelerazioni più marcate degli ultimi mesi. Questo rincaro colpisce direttamente la dieta giapponese, basata su piatti a base di riso come sushi, onigiri e dolci tradizionali.
Le cause dell’impennata sono molteplici: il raccolto 2023, ridotto dal caldo estremo, ha provocato scarsità di offerta, mentre la domanda è aumentata bruscamente dopo l’allerta per un potenziale “mega–terremoto”. A ciò si aggiungono speculazioni sul mercato da parte di commercianti che hanno trattenuto le scorte in attesa di prezzi più alti.
Per contrastare l’aumento, il governo ha immesso sul mercato 210mila tonnellate di riso dalle riserve strategiche, con ulteriori 100mila tonnellate previste ad aprile. Tuttavia, l’economia resta fragile, con una crescita del PIL ferma allo 0,1% nel 2024 e consumi in calo. In risposta, la Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi, mentre il governo ha lanciato un piano di stimolo da 136 miliardi di euro per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.


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