Un’epopea marina risalente a 8.500 anni fa riscrive la storia della navigazione preistorica. Un gruppo di cacciatori-raccoglitori del Mediterraneo ha sfidato l’ignoto attraversando almeno 100 km di mare aperto per raggiungere Malta, ben prima dell’arrivo dei primi agricoltori. La scoperta proviene dal sito archeologico di Latnija, nel nord dell’isola, dove gli studiosi del Max Planck Institute di Geoantropologia, insieme all’Università di Malta, hanno rinvenuto strumenti in pietra, focolari e resti di cibo cotto.
Secondo lo studio pubblicato su Nature, questi pionieri del mare probabilmente navigavano con canoe scavate nel legno, affidandosi a correnti, venti e alle stelle per orientarsi. Tra i resti ritrovati spiccano cervi rossi, tartarughe, uccelli giganti oggi estinti, ma anche un’ampia varietà di risorse marine, come foche, cernie, granchi e ricci di mare. Come sottolinea Mathew Stewart della Griffith University, questa dieta variegata avrebbe garantito la sopravvivenza su un’isola dalle risorse limitate, dimostrando un adattamento sorprendente e una capacità marinara finora sottovalutata.


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