Re Carlo III e la Regina Camilla sono arrivati a Roma per la visita di Stato di quattro giorni in Italia che, dopo la Capitale, li vedrà fare tappa a Ravenna giovedì 10 aprile. L’aereo, scortato da due caccia F-35 dell’Aeronautica Militare italiana, è atterrato alle 17.14 all’aeroporto di Ciampino. I Reali sono stati accolti al 31° stormo dalla Guardia d’onore e dalla banda militare.
Re Carlo e la Regina Camilla sono stati accolti dal picchetto d’onore e da personalità e rappresentanti di Italia e Regno Unito: la coppia reale, lungo il tappeto rosso, ha salutato e scambiato alcune parole con ciascuno di loro, dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi all’ambasciatore d’Italia a Londra Inigo Lambertini, dal Ministro degli Esteri britannico, David Lammy, all’ambasciatore britannico a Roma Ed Llewellyn, nonché l’addetto militare presso l’ambasciata britannica a Roma, il colonnello Matthew Smith, e il comandante del 31° stormo dell’Aeronautica Militare italiana, il Colonnello Marco Angori.
Carlo e Camilla sono apparsi sorridenti, accolti da un cielo terso e dal sole romano. Entrambi vestiti di blu: il Re in abito con accessori rosa cipria e la Regina con un vestito con decorazioni ton sur ton. La coppia ha quindi lasciato la pista dell’aeroporto di Ciampino a bordo della Bentley Reale per il centro della capitale. Non sono previsti impegni ufficiali per Carlo e Camilla oggi, con la fitta agenda della visita che inizierà domani mattina, scandita da cerimonie e impegni istituzionali a Roma fino all’intera giornata di mercoledì 9, per poi proseguire giovedì 10 a Ravenna per un programma con un importante focus culturale.
Si spera che la visita in Italia “consegni un’eredità significativa e ampia“, utilizzando il soft power della monarchia per rafforzare le “fiorenti” relazioni tra i due Paesi, ha dichiarato l’ambasciatore britannico in Italia, Edward Llewelyn, citato dai media di Londra, che ha aggiunto: “le Loro Maestà faranno qualcosa di intangibile ma inestimabile. La loro visita rafforzerà la vicinanza tra le nostre nazioni in un modo che solo loro possono fare, creando ricordi che dureranno una generazione“.










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