Risorse idriche nell’Appennino Centrale: lievi segnali di miglioramento

Criticità idrica a livello "medio", con un lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità Distrettuale dell’Appennino Centrale offre una timida speranza: la criticità idrica complessiva si mantiene a livello “medio”, con un lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Tuttavia, l’emergenza resta seria, in particolare in Abruzzo e Marche, dove persistono aree in severità “alta”.

Il clima instabile dei primi mesi del 2025 ha aggravato la situazione: dopo un gennaio eccezionalmente secco (fino al -54,3% di precipitazioni nelle Marche), febbraio ha visto un recupero importante, soprattutto in Abruzzo (+113,6%). Nonostante ciò, il bilancio idrico resta in negativo, con deficit fino al -20,2% nel Lazio. Anche l’anomalia termica ha influito: il rapido scioglimento delle nevi, insieme alla carenza del manto nevoso (fino al -95% nel bacino del Tevere), ha ridotto l’apporto idrico stagionale.

Le conseguenze sono tangibili. In Abruzzo, oltre 210mila utenti hanno subito turnazioni o dipendenza da fonti alternative, con 800 utenti riforniti tramite autobotti. Nelle Marche, sono stati attivati sistemi integrativi per circa 400mila cittadini. Anche Umbria e Lazio non sono esenti, con numerosi casi di emergenze locali e interventi straordinari.