La risposta dell’Unione Europea ai recenti dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbe passare anche attraverso una stretta regolamentazione sull’utilizzo dei dati da parte dei grandi gruppi tecnologici americani. A lanciare l’ipotesi è stato il Ministro delle Finanze francese Eric Lombard, in un’intervista rilasciata al quotidiano JDD.
“Abbiamo diversi strumenti a nostra disposizione a livello europeo: regolamentari, fiscali, doganali“, ha dichiarato Lombard nell’intervista. “Ad esempio, possiamo rafforzare determinati requisiti ambientali o regolamentare l’uso dei dati da parte di alcuni operatori digitali“, ha aggiunto il Ministro.
La mossa di Trump, annunciata il 2 aprile, ha introdotto ampi dazi sulle importazioni negli Stati Uniti, inclusi dazi del 20% sui beni provenienti dall’UE, nel tentativo di scuotere il sistema commerciale globale. L’Unione Europea, il principale partner commerciale degli USA, ha promesso una risposta con contromisure, se necessario, che potrebbero includere propri dazi, tasse sui servizi e un focus sulle aziende tecnologiche americane.
Lombard ha precisato che le normative UE consentono anche l’imposizione di tasse su specifiche attività americane, sottolineando che tutte le opzioni rimangono aperte e in fase di discussione. Non sono stati forniti dettagli specifici su come potrebbe essere rafforzata la regolamentazione sull’uso dei dati da parte dei colossi tecnologici. È importante ricordare che la raccolta e l’elaborazione dei dati sono già disciplinate da normative europee di ampia portata come il GDPR.
La reazione europea ai dazi statunitensi dovrebbe “inevitabilmente” avere “conseguenze” sia per le aziende del continente che per quelle americane, ha affermato Lombard. “Non si tratta di tassare tutte le importazioni americane, sarebbe controproducente, penalizzando la nostra economia tanto quanto la loro“, ha spiegato al giornale. “Quindi andremo a colpire determinati segmenti industriali, in modo preciso“.
Nonostante la tensione, Lombard ha voluto sottolineare che vede ancora la possibilità di una revoca dei dazi attraverso negoziati. “Se raggiungessimo un accordo equilibrato entro un lasso di tempo ragionevole, sarebbe un fattore di fiducia” per le imprese e le famiglie francesi, ha concluso.
La prospettiva di una regolamentazione più stringente sull’uso dei dati da parte delle Big Tech americane apre un nuovo fronte nella potenziale disputa commerciale transatlantica, con implicazioni significative per il settore digitale e per le relazioni economiche tra le sponde dell’Atlantico.


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