In seguito a uno dei più gravi attacchi contro civili in Kashmir dal 2000, il governo indiano ha convocato una riunione con tutti i partiti politici per cercare una linea unitaria nella gestione della crisi con il Pakistan. L’attentato, avvenuto nei pressi della località turistica di Pahalgam, ha causato la morte di 26 turisti, in maggioranza indiani. Il ministro dell’Interno Amit Shah e il ministro della Difesa Rajnath Singh stanno contattando i leader dei principali partiti, accogliendo una richiesta avanzata dal Partito del Congresso, secondo cui la situazione richiede unità, come dichiarato dal leader Mallikarjun Kharge.
Il governo Modi, pur non avendo ancora commentato pubblicamente, ha già intrapreso misure drastiche: sospensione del Trattato sull’Indo, chiusura del valico di Attari, espulsione di diplomatici pakistani e sospensione dei visti. Secondo New Delhi, l’attacco avrebbe legami con il Pakistan.
Islamabad ha risposto convocando il proprio Comitato per la sicurezza nazionale. La crisi segna il picco più alto di tensione tra le due potenze nucleari dal 2019, rilanciando lo spettro di un nuovo confronto nella storica disputa sul Kashmir.


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