Immagini spettacolari dal satellite: le dune a stella di Marte svelano i segreti del vento alieno

Su Marte è sorprendentemente frequente incontrare anche strutture ben più complesse: le dune a stella. A differenza delle barcane, queste si sviluppano in ambienti dove i venti cambiano spesso direzione, senza una prevalenza chiara

La superficie di Marte, con il suo paesaggio arido e polveroso, è modellata da un elemento tanto semplice quanto potente: la sabbia. Questa, sospinta dai venti sottili dell’atmosfera marziana, ha dato origine a un’incredibile varietà di dune che, pur ricordando quelle terrestri, rivelano peculiarità uniche. Le più familiari sono le dune a barcana, formazioni a mezzaluna plasmate da venti costanti che ne modellano la forma in modo regolare, spingendo le “corna” della duna nella direzione del vento dominante.

Tuttavia, su Marte è sorprendentemente frequente incontrare anche strutture ben più complesse: le dune a stella. A differenza delle barcane, queste si sviluppano in ambienti dove i venti cambiano spesso direzione, senza una prevalenza chiara. Ne deriva un disegno sabbioso straordinario, con creste che si irradiano da un punto centrale, come i raggi di una stella. Su Marte, in particolare all’interno dei crateri, queste condizioni si verificano spesso, rendendo le dune a stella più comuni che sulla Terra, dove rappresentano meno del 9% delle dune totali.

Dune a stella su Marte

Uno dei luoghi dove questa dinamica si manifesta con maggiore chiarezza è la regione di Tyrrhena Terra, situata nell’emisfero meridionale del pianeta. Si tratta di una delle aree più antiche e craterizzate di Marte, un vero e proprio archivio geologico che conserva tracce della storia atmosferica e vulcanica del pianeta. Qui, tra le pareti frastagliate di crateri e pianure scolpite dal tempo, si osservano numerose dune, sia a barcana che a stella, distribuite sul fondo delle depressioni e modellate da un clima eolico estremamente attivo. Tyrrhena Terra ospita anche uno dei vulcani più antichi conosciuti su Marte, la Tyrrhena Patera, i cui prodotti eruttivi hanno contribuito a definire la composizione della sabbia locale.

A differenza della sabbia terrestre, spesso dominata da quarzo, quella marziana è prevalentemente composta da frammenti basaltici. Questi derivano dalla disgregazione fisica delle rocce vulcaniche, favorita sia dagli impatti meteorici che dall’erosione eolica. L’aspetto dei granelli, spesso levigato e arrotondato, testimonia lunghi trasporti attraverso le pianure del pianeta, scolpiti da secoli di venti marziani. In alcune zone di Tyrrhena Terra, sono visibili anche affioramenti di basalto colonnare, una formazione geologica che si genera durante il raffreddamento lento di una colata lavica e che trova analoghi anche sul nostro pianeta, come alla Giant’s Causeway in Irlanda del Nord.

La conoscenza dettagliata di queste strutture non sarebbe possibile senza l’ausilio della tecnologia spaziale, in particolare grazie alla fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), montata sul Mars Reconnaissance Orbiter. Con una risoluzione fino a 30 centimetri per pixel, HiRISE rappresenta il più potente occhio umano mai puntato sulla superficie di un altro pianeta. Le sue immagini hanno rivoluzionato lo studio della geomorfologia marziana, permettendo non solo di identificare le varie tipologie di dune, ma anche di monitorarne i cambiamenti stagionali, valutare la composizione del suolo e comprendere la dinamica dei venti.

Il paesaggio marziano, per quanto apparentemente statico, è in realtà un ambiente dinamico, plasmato da forze antiche e tuttora attive. Le dune di sabbia di Tyrrhena Terra raccontano una storia complessa, in cui interagiscono la geologia primordiale del pianeta, l’attività vulcanica e il comportamento di un’atmosfera sottile ma capace di modellare, nel tempo, la superficie. Studiare queste strutture non significa solo osservare la morfologia di Marte, ma anche avvicinarsi a comprendere i processi fondamentali che ne regolano il clima e l’evoluzione geologica, aprendo finestre preziose sul passato e, forse, sul futuro del pianeta rosso.