Alcune settimane fa su MeteoWeb vi avevamo parlato dello straordinario tesoro scoperto nella Miniera del Macariace, un geosito che si trova nella vallata del fiume Torbido a Mammola, paese nella provincia di Reggio Calabria. Alcuni esperti micologi hanno trovato su quattro specie di funghi che appartengono all’Ordine delle Boletales e ne rappresentano i diversi stadi evolutivi: gasteroide, lamellato, poroide. Più specificamente le specie identificate sono Neoalpova rubescens, Phylloporus pelletieri, Rheubarbariboletus persicolor, e, infine, una Polyporacea, Coltricia mediterranea. La loro particolarità è che crescono dalla roccia e dal soffitto della miniera e per questo sono visibili ‘a testa in giù’.
Un fenomeno dalla grande valenza scientifica che racconta l’unicità del territorio reggino e calabrese. La scoperta, inoltre, è stata parecchio entusiasmante. Peppe Caridi, direttore di Meteoweb, ha intervistato due dei protagonisti di questa vicenda: Sebastiano Cutrupi, micologo e presidente dell’Associazione Micologica-Culturale Aspromonte e Gianni Crocè, micologo e direttore del Comitato Scientifico dell’Associazione.
Nel video sottostante vi portiamo dentro la Miniera del Macariace attraverso la storia raccontata da Sebastiano Cutrupi. L’esplorazione degli anfratti cupi e umidi della miniera, dimora di pipistrelli e di insetti Dolichopoda palpata, nonché luogo perfetto per la proliferazione fungina, viene mostrato attraverso immagini che lasciano senza parole per i colori, il verde e l’azzurro, chiaro segno che nelle miniera non venivano solo estratti arsenico e zolfo ma anche rame e azzurrite. E poi la vista dei funghi attaccati al soffitto, uno spettacolo unico che ha lasciato di sasso anche gli stessi esperti!


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