Il Sole bersaglia la Terra: “CIR” punta il nostro pianeta, scatenerà una tempesta geomagnetica

Una regione di interazione co-rotante, nota come CIR, è diretta verso il nostro pianeta

Una tempesta geomagnetica classe G2 potrebbe colpire la Terra tra il 22 e il 23 aprile, secondo i previsori dello Space Weather Prediction Center della NOAA. La causa dell’evento è una regione di interazione co-rotante, nota come CIR, che è diretta verso il nostro pianeta. Il fenomeno potrebbe dare vita a spettacolari aurore boreali, visibili in Canada e in alcuni stati settentrionali degli Stati Uniti, dalla costa Est del Maine fino a Washington.

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Previsione SWPC NOAA

Cos’è una regione di interazione co-rotante (CIR)?

Le CIR si formano nello Spazio interplanetario quando il vento solare veloce, proveniente da buchi coronali sul Sole, incontra un flusso più lento di vento solare. Questo scontro genera una zona di transizione turbolenta, compressa e caratterizzata da un’intensificazione del campo magnetico interplanetario. Le CIR si muovono in sincronia con la rotazione del Sole – da cui il termine “co-rotante” – e possono contenere campi magnetici simili a quelli delle più note espulsioni di massa coronale (CME), seppure meno violenti.

Cos’è il vento solare?

Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche (soprattutto protoni ed elettroni) che il Sole emette costantemente nello Spazio. Questo plasma ad alta energia viaggia attraverso il Sistema Solare e può variare in velocità e densità a seconda dell’attività solare. Quando il vento solare incontra il campo magnetico terrestre, può provocare una varietà di fenomeni, tra cui le tempeste geomagnetiche.

Cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione del campo magnetico terrestre causata dall’interazione con particelle cariche del vento solare, in particolare quando accompagnate da campi magnetici interplanetari orientati in direzione opposta al campo terrestre. Le tempeste sono classificate da G1 (minima) a G5 (estrema), e una tempesta G2, come quella prevista, può causare disturbi alle comunicazioni radio, fluttuazioni nella rete elettrica, e ovviamente magnifiche aurore polari, visibili anche a latitudini più basse del solito.