La Spagna ha coperto negli ultimi giorni della Settimana Santa il 100% della domanda energetica dei circa 49 milioni di abitanti impiegando unicamente elettricità proveniente da fonti rinnovabili, durante varie ore al giorno. Lo segnalano fonti del settore citate da media iberici, fra i quali La Voz de Galicia. La copertura del fabbisogno con energia eolica, solare, fotovoltaica e idraulica, impensabile solo un decennio fa, è stata possibile anche grazie alla caduta dei consumi dell’industria, che riduce la produzione durante le vacanze pasquali. La sfida, segnalano le fonti, è quella di mantenere la tendenza in maniera stabile in modo che, al di là dei momenti puntuali, il 100% di energia pulita sia la norma.
A tal fine, saranno chiave lo sviluppo dello stoccaggio, le interconnessioni europee e la digitalizzazione della rete elettrica.
Nel 2024, secondo i dati della Rete elettrica iberica, oltre la metà dell’energia impiegata in Spagna, il 56,8%, è stato prodotto da fonti rinnovabili. A questo risultato hanno concorso l’energia eolica (23,2%), solare (18,6%), idraulica (13,3%) e per l’1,7% restante energia proveniente da fonti tipificate come biogas, biomassa, geotermica, idraulica marina, idro-eolica e da residui rinnovabili. Lo scorso anno, stando al rapporto redatto dalla rete internazionale di esperti di energia Ren21, la Spagna figurava fra i cinque Paesi con maggiore contributo di rinnovabili al cosiddetto ‘mix energetico’ – derivante sia da fonti verdi che da carbone, gas o nucleari, che coprono le necessità di approvvigionamento – insieme a Danimarca, Lituania, Grecia e Paesi Bassi.


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