”Biomass fornirà a scienziati e climatologi dati senza precedenti sullo stato delle foreste mondiali, migliorando ulteriormente la comprensione del ciclo climatico. Il satellite è ora al sicuro in orbita ed è pronto a trasmettere i suoi preziosi dati”. Lo afferma Alain Fauré, head of space systems di Airbus, commentando il lancio del satellite, realizzato dalla società francese. Biomass, si sottolinea in una nota, ‘‘utilizzerà il suo rivoluzionario radar” per ”misurare la biomassa forestale, valutare gli stock e i flussi di carbonio terrestre e consentire agli scienziati di comprendere meglio il ciclo del carbonio e i suoi effetti sui cambiamenti climatici”.
Il satellite sarà in grado di ”produrre mappe estremamente accurate della biomassa forestale nelle aree tropicali, temperate e boreali, contribuendo a chiarire il ruolo delle foreste nella regolazione del clima”. Biomass sarà inoltre in grado di ”rilevare paleoacquiferi in regioni desertiche per individuare nuove fonti d’acqua in aree aride e fornire dati utili allo studio delle dinamiche delle calotte glaciali, della geologia del sottosuolo e della topografia forestale”. Il satellite è dotato di una grande antenna dispiegabile di 12 metri.
I team sono attualmente impegnati nelle fasi di commissioning in orbita e di preparazione alle operazioni, mentre un team dedicato gestisce la calibrazione a terra tramite un transponder installato a New Norcia, in Australia. Lo sviluppo e i test del satellite Biomass hanno coinvolto oltre 50 aziende in 20 Paesi.
I dati di Biomass supporteranno l’iniziativa Redd+ delle Nazioni Unite, volta a ridurre le emissioni derivanti dalla deforestazione, attraverso un monitoraggio sistematico delle foreste in aree vulnerabili senza la necessità di interventi sul terreno.
Biomass, così le foreste hanno addestrato il satellite
Il respiro della foresta amazzonica è stato usato per addestrare il satellite Biomass a indagare uno dei misteri del nostro pianeta: misurare l’esatta quantità di carbonio custodito dagli alberi. Il centro in cui è avvenuto l’addestramento è quello di Paracou, nella Guyana Francese, poco distante dalla base di lancio europea di Kourou dalla quale il satellite è stato lanciato con successo. “Gli alberi e le aree verdi del mondo custodiscono il 30% di tutto il carbonio del nostro pianeta, ma non sappiamo precisamente quanto sia“, ha detto Mark Drinkwater, a capo della divisione dell’ESA delle Missioni scientifiche e per la Terra. “La maggior parte del carbonio – ha aggiunto – è nelle foreste tropicali, incredibilmente più dense di quelle a latitudini maggiori ma, può sembrare paradossale, delle foreste tropicali non abbiamo praticamente dati”.
Questo vuoto di dati è dovuto a più fattori, tra cui la vastità delle foreste tropicali e la carenza di programmi di censimento, che potrà essere ora colmato da Biomass. Grazie al suo radar in banda P, il satellite può scansionare l’intero spessore delle foreste, dalla chioma alle radici, e misurarne la densità.
“L’obiettivo finale è pesare tutta la biomassa delle foreste mondiali”, ha aggiunto Drinkwater. “Per arrivare però a farlo abbiamo dovuto prima di tutto capire la foresta: con i dati raccolti a terra, in anni di campionamenti, e con radar a bordo di aerei o fissati su alte torri”, ha spiegato Thuy Le Toan, del Consiglio Nazionale delle Ricerche Scientifiche francese e ideatrice del programma Biomass. Un lavoro di ascolto dei tanti elementi che costituiscono le ricchissime foreste tropicali, come la crescita stagionale dei singoli alberi e le interazioni tra le varie specie vegetali e animali.
Proprio per capire a fondo questi aspetti, piccole porzioni di foreste, quadrati di 100 metri per lato, sono state monitorate ogni giorno per anni, per capire infine come queste differenze potessero essere captate da 666 chilometri dall’altezza, dall’enorme antenna radar di 13 metri di diametro a bordo di Biomass.
