Le tecniche di rilassamento abbassano la pressione, ma gli effetti a lungo termine restano incerti

L'ipertensione colpisce circa un terzo degli adulti tra i 30 e i 79 anni ed è una delle principali cause di morte nel mondo

Secondo un’ampia revisione pubblicata sulla rivista BMJ Medicine, le tecniche di rilassamento possono ridurre la pressione sanguigna, almeno nel breve periodo. Lo studio è stato condotto da Deborah Caldwell e dal team del NIHR Bristol Evidence Synthesis Group presso l’Università di Bristol, analizzando dati provenienti da 182 studi, di cui 166 focalizzati sull’ipertensione e 16 sulla pre-ipertensione.

L’ipertensione colpisce circa un terzo degli adulti tra i 30 e i 79 anni ed è una delle principali cause di morte nel mondo. Nonostante l’esistenza di terapie farmacologiche efficaci, l’aderenza ai trattamenti resta bassa. Per questo, approcci alternativi che mirano a ridurre lo stress – uno dei principali fattori di rischio – stanno attirando sempre più attenzione.

Tra le tecniche analizzate, il controllo del respiro ha dimostrato una riduzione media della pressione massima di 6,65 mm Hg, mentre la meditazione ha raggiunto una diminuzione di 7,71 mm Hg. Ancora migliori i risultati per yoga e Tai Chi, con una riduzione di 9,58 mm Hg, e per la mindfulness, che ha registrato un calo di 9,90 mm Hg. Anche la musica, il rilassamento muscolare progressivo e la psicoterapia hanno mostrato effetti positivi, con cali fino a quasi 10 mm Hg.

Tuttavia, gli autori sottolineano che i benefici osservati si riferiscono a un periodo di follow-up di massimo 3 mesi. Restano da chiarire gli effetti a lungo termine di queste pratiche sul controllo della pressione arteriosa.