Un’espulsione di massa coronale (CME) ha colpito il campo magnetico terrestre con diverse ore di anticipo rispetto alle previsioni, scatenando una tempesta geomagnetica classe G2, considerata moderatamente forte. Secondo i previsori dello Space Weather Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’attività potrebbe intensificarsi ulteriormente nelle prossime ore, raggiungendo il livello G3 (forte), se una ulteriore CME dovesse impattare con il nostro pianeta.
La CME è arrivata intorno alle 19:30 di ieri, generando effetti immediati sull’ambiente spaziale intorno alla Terra. Al momento, non è ancora chiaro se l’evento osservato rappresenti la prima delle 2 CME previste oppure se si tratti di una “combinazione cannibale”, un fenomeno in cui una CME più veloce raggiunge e ingloba una più lenta partita prima, creando un’onda d’urto ancora più intensa.
Cos’è un’espulsione di massa coronale (CME)?
Un’espulsione di massa coronale è un’enorme eruzione di plasma e campi magnetici proveniente dalla corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Questi eventi si verificano quando una quantità significativa di energia magnetica si accumula e viene improvvisamente rilasciata, lanciando miliardi di tonnellate di particelle cariche nello Spazio a velocità che possono superare i 2mila km/s.
Quando una CME è diretta verso la Terra, può impiegare da 1 a 3 giorni per arrivare e interagire con il campo magnetico terrestre. La collisione tra le particelle solari e la magnetosfera può provocare una serie di disturbi noti come tempeste geomagnetiche.
Che cos’è una tempesta geomagnetica?
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’interazione tra il vento solare e la magnetosfera. Queste tempeste vengono classificate in base alla loro intensità su una scala da G1 a G5:
- G1 (minore): leggere interferenze con i sistemi satellitari e reti elettriche;
- G2 (moderata): possono verificarsi fluttuazioni di corrente e irregolarità nei sistemi di navigazione;
- G3 (forte): possibili problemi nei satelliti, blackout radio a bassa frequenza, aurore visibili a latitudini più basse;
- G4–G5 (grave–estremo): possono causare danni significativi a infrastrutture elettriche e satellitari, oltre a disservizi diffusi nei sistemi di comunicazione.
La tempesta attualmente in corso è di categoria G2, ma la situazione è in evoluzione. Se una 2ª CME dovesse arrivare, lo SWPC NOAA prevede un possibile innalzamento alla categoria G3, con effetti potenzialmente visibili anche alle medie latitudini.
