Oggi un flusso di vento solare ad alta velocità, oltre 550 km al secondo, sta colpendo il campo magnetico terrestre, provocando tempeste geomagnetiche di classe G1. Si tratta di una tempesta di lieve entità, ma sufficiente a generare aurore boreali visibili nelle regioni più vicine ai poli. Gli osservatori del cielo nelle alte latitudini sono invitati a prestare attenzione: potrebbero assistere a uno dei fenomeni più affascinanti offerti dalla natura.

Cos’è il vento solare
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, principalmente protoni ed elettroni, emesso dall’atmosfera esterna del Sole, chiamata corona solare. Quando ci sono eruzioni solari o altre attività intense sulla superficie della nostra stella, la velocità e la densità di queste particelle aumentano sensibilmente, dando origine a veri e propri “getti” di vento solare ad alta velocità, come quello che oggi sta investendo il nostro pianeta.
Cos’è una tempesta geomagnetica
Quando il vento solare raggiunge la Terra, interagisce con il campo magnetico del pianeta, che funge da scudo protettivo. Tuttavia, se il flusso di particelle è particolarmente intenso, come in questo caso, il campo magnetico viene temporaneamente disturbato, causando una tempesta geomagnetica. Le tempeste sono classificate in base alla loro intensità, e quella di oggi è di classe G1, considerata “minore”. Nonostante la bassa intensità, queste tempeste possono influenzare le comunicazioni radio ad alta frequenza, i sistemi di navigazione satellitare e, naturalmente, dare vita a spettacolari aurore.
Cos’è l’aurora boreale
L’aurora boreale è il risultato più affascinante di questa interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre. Quando le particelle cariche provenienti dal Sole vengono convogliate lungo le linee del campo magnetico verso i poli, collidono con le molecole dell’atmosfera terrestre, come ossigeno e azoto. Queste collisioni eccitano gli atomi, che rilasciano energia sotto forma di luce: è così che si formano le onde luminose danzanti nei cieli notturni. I colori variano dal verde brillante al viola, in base al tipo di gas coinvolto e all’altitudine della reazione.


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