I terremoti dell’Etna: il catalogo dell’Osservatorio Etneo dell’INGV

I cataloghi dei terremoti rappresentano una risorsa di inestimabile valore per sismologi, vulcanologi e per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell'attività sismica dell'Etna

L’Etna, gigante attivo della Sicilia orientale, non è solo terra di spettacolari eruzioni, ma anche epicentro di una vivace attività sismica. Come sottolineano gli esperti INGV Ferruccio Ferrari, Elisabetta Giampiccolo e Tiziana Tuvè sul blog INGVvulcani, “ogni anno, infatti, migliaia di terremoti vengono registrati nell’area etnea e nelle zone circostanti“. Se la maggior parte di questi eventi sismici ha una magnitudo così bassa da passare inosservata alla popolazione, alcuni possono essere più intensi e assumere un ruolo cruciale sia per la ricerca scientifica che per la gestione del rischio. Non mancano poi quei sismi di energia talmente ridotta da risultare difficili da localizzare, ma comunque percepibili da chi risiede nelle immediate vicinanze del vulcano, generando comprensibile preoccupazione.

Un monitoraggio costante per svelare i segreti del vulcano

Le scosse che interessano l’area etnea sono la manifestazione di processi profondi, “legati a processi di fratturazione dovuti alla risalita del magma o all’attività tettonica delle faglie regionali che tagliano l’edificio vulcanico“, spiegano Ferrari, Giampiccolo e Tuvè. Proprio per questa ragione, il monitoraggio costante della loro distribuzione e frequenza riveste un’importanza cruciale. Questo monitoraggio permette non solo di “studiare i processi vulcanici e migliorare la capacità di previsione delle eruzioni“, ma anche di “comprendere le complesse dinamiche tettoniche che interessano l’area” e, in ultima analisi, di “contribuire alla mitigazione del rischio sismico e vulcanico, proteggendo le comunità locali“.

È in questo contesto che la fitta rete di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV-OE), integrata nel sistema nazionale INGV, gioca un ruolo fondamentale. Grazie a questa infrastruttura, a partire dagli anni ‘90, i terremoti etnei vengono “costantemente registrati, analizzati e catalogati“, fornendo una mole di dati preziosa per la comunità scientifica e non solo.

EtnaRSC: la memoria sismica dinamica dell’Etna

I cataloghi dei terremoti rappresentano una risorsa di inestimabile valore per sismologi, vulcanologi e per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell’attività sismica dell’Etna e del suo territorio. In questo scenario si inserisce il “Mt. Etna Revised Seismic Catalog from 2020”, denominato EtnaRSC, che gli esperti INGV definiscono “l’erede di una lunga tradizione di monitoraggio sismico presso l’INGV-OE“.

Dal 1999, un team dedicato di sismologi dell’INGV-OE analizza quotidianamente le registrazioni sismiche, identificando i primi arrivi delle onde P ed S, localizzando con precisione gli ipocentri dei terremoti e aggiornando costantemente il database degli eventi sismici etnei. Un aspetto cruciale di questo lavoro è l’impegno degli analisti nell’individuare e studiare anche quei terremoti di bassa magnitudo o situati in aree particolari che sfuggono ai sistemi di rilevamento automatici. Questo sforzo permette di ottenere “un quadro completo della microsismicità dell’Etna, fondamentale per identificare le zone a maggiore attività sismica, i diversi tipi di faglie attive e le relazioni esistenti tra attività sismica e dinamiche eruttive“.

Dal 2020, EtnaRSC raccoglie e rende accessibili non solo i parametri fondamentali di ogni terremoto registrato – come tempo origine, coordinate geografiche, profondità, magnitudo ed errori associati – ma anche tutti i dati utilizzati per la loro elaborazione. Un’innovazione significativa è l’inclusione nel catalogo dei dati relativi al calcolo dei meccanismi focali (FPS) anche per terremoti di bassa magnitudo, laddove il numero di registrazioni lo permette. Questo dato fornisce “informazioni preziose sul moto relativo delle faglie che hanno originato il terremoto“.

Ciò che rende EtnaRSC un catalogo all’avanguardia è la sua natura dinamica. “Il catalogo viene aggiornato quotidianamente e, se necessario, le localizzazioni già effettuate possono essere riviste per correggere errori o integrare nuovi dati. Questa continua evoluzione lo rende un catalogo dinamico, distinguendolo dai precedenti cataloghi INGV-OE di tipo statico“, spiegano gli esperti INGV. Per dare un’idea del livello di dettaglio raggiunto, tra il 2020 e il 2024, il catalogo degli analisti sismologi ha registrato un totale di 9.785 terremoti, di cui 6.709 localizzati, un numero significativamente maggiore rispetto a quelli localizzati nello stesso periodo dai sistemi automatici e dal personale di turno della Sala Operativa INGV-OE.

Un ponte tra dati e conoscenza

Rispetto ai precedenti cataloghi dell’INGV-OE, EtnaRSC rappresenta un salto di qualità, pensato per rispondere al meglio alle esigenze di ricercatori e di chiunque sia interessato all’attività sismica dell’Etna. Consultabile al link https://doi.org/10.13127/ETNASC/ETNARSC2020, il catalogo offre un’interfaccia intuitiva che consente di selezionare e scaricare i dati sismici di interesse in diversi formati.

La realizzazione di questo strumento non è solo un punto di riferimento fondamentale per lo studio della sismicità locale, ma “permette di accedere a dati affidabili e aggiornati, favorendo il confronto con altri dataset e l’integrazione per studi multidisciplinari, ampliando le prospettive di ricerca sulla dinamica del vulcano Etna“. Ogni anno, i dati del catalogo, corredati dalla descrizione dell’attività sismica e dalle relative interpretazioni, vengono proposti per la pubblicazione su riviste scientifiche specialistiche.

In conclusione, il catalogo EtnaRSC dell’Osservatorio Etneo dell’INGV si configura come uno strumento essenziale per la comprensione dei fenomeni sismici che caratterizzano una delle aree vulcaniche più attive del pianeta. Un lavoro continuo e meticoloso che, come sottolineano Ferrari, Giampiccolo e Tuvè, rappresenta “non solo un contributo alla comprensione dei fenomeni sismici dell’area, ma anche un punto di partenza per futuri sviluppi e approfondimenti nel campo della sismologia e della geofisica nelle aree vulcaniche attive“.