di Alessandro Martelli (già Direttore del Centro Ricerche ENEA di Bologna e Docente di Costruzioni in Zona Sismica alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Ferrara) – Non dimentichiamo che oggi è l’anniversario del terremoto dell’Abruzzo del 2009, di magnitudo momento Mw = 6,3, che, nonostante non sia stato fra i più violenti ad aver colpito l’Italia, causò 309 vittime, a riprova, ancora una volta, della mancanza di corrette politiche di prevenzione sismica nel nostro Paese.
Tale mancanza è frutto del perdurante disinteresse dell’opinione pubblica italiana nei riguardi della prevenzione. I politici, poi, per fare prevenzione, devono far spendere subito tanto denaro allo Stato, attirandosi le ire dei contribuenti (che li voteranno in meno), perché gli effetti positivi (anche in termini economici) si vedano solo dopo anni. Chi tali effetti li vedrà, poi, non saranno loro, bensì loro successori.


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