Terremoto Myanmar, continua ad aggravarsi il bilancio: situazione disperata

Molti team internazionali di ricerca e soccorso sono presenti in Myanmar per aiutare il Paese ad una settimana dal devastante terremoto

Le squadre di ricerca in Myanmar hanno recuperato altri corpi dalle macerie, una settimana dopo che un violento terremoto ha ucciso oltre 3.300 persone, mentre l’attenzione si sposta sulle urgenti necessità umanitarie in un Paese già devastato da una guerra civile in corso. Il generale di divisione Min Aung Hlaing, capo del governo militare, ha affermato che il bilancio del terremoto ha raggiunto 3.301 vittime, 4.792 feriti e circa 221 dispersi, secondo un rapporto della televisione di stato MRTV.

Oggi cinque corpi sono stati recuperati dalle macerie nella capitale Naypyitaw e nella seconda città più grande di Mandalay, vicino all’epicentro del terremoto di magnitudo 7.7 del 28 marzo, hanno affermato le autorità. L’ultimo salvataggio segnalato è avvenuto mercoledì 2 aprile, circa 125 ore dopo il terremoto, quando un uomo è stato salvato dalle macerie di un hotel a Mandalay.

Il terremoto ha scosso anche la vicina Thailandia, abbattendo un grattacielo in costruzione a Bangkok, dove continuano i lavori di recupero. In totale, 22 persone sono state trovate morte e 35 ferite nella capitale thailandese, principalmente nel cantiere.

Aiuti internazionali

Molti team internazionali di ricerca e soccorso sono presenti in Myanmar e otto equipaggi medici provenienti da Cina, Thailandia, Giappone, Bangladesh, Bhutan, Filippine, Indonesia e Russia stanno operando a Naypyitaw, secondo il governo militare del Myanmar. Altri cinque team provenienti da India, Russia, Laos e Nepal e Singapore stanno aiutando nella regione di Mandalay, mentre team provenienti da Russia, Malesia e dal blocco di nazioni ASEAN stanno aiutando nella regione di Sagaing. L’amministrazione Trump ha promesso 2 milioni di dollari in aiuti di emergenza e ha inviato un team di tre persone per valutare come rispondere al meglio, dati i drastici tagli agli aiuti esteri degli Stati Uniti.

È inoltre atterrato a Yangon il primo volo umanitario internazionale, organizzato da Unicef e Unione europea: trasportate 80 tonnellate di aiuti d’emergenza per bambini e famiglie delle aree più colpite del Paese.