Le Nazioni Unite lanciano un pressante appello per la rimozione di circa 2,5 milioni di tonnellate di macerie in Myanmar, in seguito al devastante terremoto magnitudo 7.7 che ha colpito il paese il 28 marzo. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) sottolinea la “grande distruzione” e l'”urgente necessità” di interventi massicci per riparare infrastrutture, ricostruire abitazioni e sgomberare i detriti, stimati in circa 125mila camion.
Il sisma, avvertito anche in Thailandia e Cina, ha causato oltre 3.600 vittime e danneggiato o distrutto più di 10mila abitazioni ed edifici di servizio, inclusi 128 centri sanitari. Titon Mitra, rappresentante residente dell’UNDP in Myanmar, evidenzia la paura della popolazione nel tornare alle proprie case, la compromessa connettività dei trasporti e l’interruzione delle forniture idriche. Pazienti sono costretti a rifugiarsi in luoghi precari come parcheggi, esposti a temperature rigide e piogge. La ridotta disponibilità di strutture sanitarie accresce la preoccupazione per la capacità di fornire cure mediche essenziali. L’analisi di telerilevamento dell’UNDP dipinge un quadro “molto preoccupante” della situazione in Myanmar, richiedendo un’azione immediata per affrontare l’emergenza umanitaria.


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