Il peggiore incubo di Elon Musk, da lui definito “il rischio più grande per il futuro della civiltà”, sembra trovare conferma in un recente studio che sta facendo discutere. Il miliardario visionario ha più volte lanciato l’allarme sul calo del tasso di natalità, definendolo “il problema più grande che il mondo dovrà affrontare nei prossimi 20 anni”. Ora, nuove evidenze scientifiche sembrano dargli ragione. Un team di ricercatori della Michigan State University ha infatti scoperto un dato sorprendente: la percentuale di adulti senza figli che dichiarano di non voler averne in futuro è più che raddoppiata negli ultimi vent’anni negli Stati Uniti. Se nel 2002 erano il 14%, nel 2023 questa cifra è salita al 29%. La professoressa di psicologia Jennifer Watling Neal, intervistata dal Daily Mail, ha spiegato: “nello stesso periodo, la percentuale di persone senza figli che invece intendevano diventare genitori è scesa dal 79% al 59%”.
Una tendenza che Musk osserva da tempo con preoccupazione, sottolineando come un invecchiamento generalizzato della popolazione possa tradursi in un sistema sanitario sotto pressione, un aumento del debito pubblico e una forza lavoro ridotta. Non a caso, il magnate sembra voler contribuire personalmente alla causa: è padre di 14 figli, avuti da quattro donne diverse.
Il post di Musk e i dati
Nel 2022, Musk aveva pubblicato un post sul suo social network X (ex Twitter) scrivendo: “il crollo demografico dovuto a tassi di natalità troppo bassi è un rischio molto più grande per la civiltà rispetto al riscaldamento globale”. I dati del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) sembrano rafforzare l’allarme: già 2023 si era registrato un calo del 3% delle nascite rispetto all’anno precedente. Un trend già osservato dal 2014 al 2020, con un decremento annuo costante del 2%. Tuttavia, non tutti gli esperti condividono l’analisi catastrofista di Musk. Secondo Joseph Chamie, demografo consulente ed ex direttore della Divisione Popolazione delle Nazioni Unite, la visione del miliardario non tiene conto del quadro globale: “farebbe meglio a costruire auto e progettare tecnologia che a predire l’andamento demografico. È vero che alcuni Paesi vedono una diminuzione, ma nel complesso, la popolazione mondiale è ancora in crescita”.
La questione resta aperta: stiamo davvero andando incontro a un collasso demografico globale, o si tratta di un problema circoscritto a determinate nazioni sviluppate? Intanto, l’allarme di Musk continua a far discutere.





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