Torna X-WARRIOR, la corsa a ostacoli che non lascia tracce

Il 17 e 18 maggio torna ai piedi delle Dolomiti di Brenta la corsa a ostacoli che non lascia tracce: niente metallo, solo boschi, corde e fango ver

Niente acciaio, niente cemento, niente effetti speciali. Solo la montagna, così com’è. Il 17 e 18 maggio 2025, Molveno ospiterà una nuova edizione della X-WARRIOR, l’unica gara OCR (Obstacle Course Race) in Italia che si definisce 100% naturale. Un evento sportivo che punta tutto su una sfida autentica, ma senza impatto sull’ambiente: gli ostacoli sono quelli del paesaggio stesso – cascate, tronchi, sentieri, fango – oppure strutture leggere, smontabili, realizzate in legno e canapa. Nessun allestimento invasivo, nessun residuo: tutto viene pensato per rispettare e valorizzare il territorio delle Dolomiti di Brenta, Patrimonio UNESCO, e il lago di Molveno, già premiato da Legambiente come il più bello d’Italia.

Non serve inventare niente quando la natura fa già tutto da sé. A Molveno, in Trentino, basta guardarsi attorno: il lago, le Dolomiti di Brenta, i sentieri che si arrampicano tra i faggi. Ma ciò che la rende unica non è solo la fatica. È il modo in cui si corre. Lontano dalle arene artificiali delle OCR classiche, qui sono la montagna, l’acqua, il legno, il fango vero a costruire il percorso. Nessun impatto inutile, nessun eccesso. Solo sport, natura e rispetto.

Ogni ostacolo nasce da ciò che il paesaggio offre. Le strutture sono in legno e corda di canapa. Tutto è pensato per essere temporaneo, integrato, leggero sul territorio. Niente cemento, niente metallo, nessuna scenografia da show. È una corsa, certo. Ma anche un modo diverso di pensare al movimento: meno invasivo, più consapevole. Perché sport e sostenibilità possono convivere, devono convivere.

Molveno non è solo il teatro perfetto per questa corsa: è un modello. Borgo alpino da anni premiato da Touring e Legambiente, ha puntato tutto su energia pulita, tutela delle acque, gestione del turismo dolce. Qui, l’ambiente non è uno sfondo. È il protagonista.

Il tracciato – disegnato dall’atleta OCR Charles Franzke – sfrutta in modo intelligente e rispettoso ogni elemento naturale: il lago diventa una palestra d’acqua con la Tarzan Swing più lunga d’Europa, il bosco ospita il Monster Rig, realizzato interamente in legno, la roccia ospita le prove di arrampicata, il fango è, semplicemente, fango. Il tutto senza alterare i luoghi. Solo passandoci in mezzo, e lasciandoli come li si è trovati​

Qui la montagna è protetta e vissuta con equilibrio. Per questo X-WARRIOR è cresciuta anno dopo anno senza mai snaturarsi, con il supporto di una comunità locale attenta e partecipe, affiancata da decine di volontari che rendono tutto possibile​.

L’idea è semplice: fare sport in ambienti veri, senza compromessi. La fatica è reale, ma anche la connessione che si crea con ciò che ci circonda. Non si corre per vincere. Si corre per esserci. A X-WARRIOR si può scegliere tra gara competitiva e non competitiva. La seconda è quella che attira più persone: si parte insieme, ci si aiuta, si ride, si supera. Non c’è classifica. C’è una storia condivisa fatta di ostacoli, mani tese e panorami che restano impressi.

In un momento storico in cui si parla tanto di greenwashing e poco di azioni concrete, X-WARRIOR propone un modello alternativo: sport spettacolare, sì, ma coerente. Estremo, ma non predatorio. Fisico, ma non distruttivo. Un nuovo modo di intendere la performance, dove la vera forza sta nella misura.

Alla fine, non c’è una medaglia che conta più di tutto. C’è la consapevolezza di aver attraversato un paesaggio, non di averlo conquistato. E questo, oggi, è forse il gesto più potente che possiamo fare.