Trump avvia indagine su importazioni di minerali rari, possibili nuovi dazi in vista

Nel mirino dell'indagine, condotta ai sensi della "Sezione 232" del Trade Act del 1962, figurano minerali critici

L’amministrazione Trump ha dato il via a un’indagine che potrebbe portare all’imposizione di nuovi dazi su minerali essenziali, terre rare e prodotti derivati, inclusi gli smartphone. La mossa, motivata da preoccupazioni per la sicurezza nazionale, mira a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti da fonti estere, in particolare dalla Cina, che domina il mercato globale di tali risorse.

L’ordinanza presidenziale, che non menziona esplicitamente la Cina, sottolinea i rischi di “shock gravi, prolungati e a lungo termine nella catena di approvvigionamento” e il potenziale impatto negativo sulla sicurezza nazionale, la difesa, la stabilità dei prezzi e la resilienza economica. Nel mirino dell’indagine, condotta ai sensi della “Sezione 232” del Trade Act del 1962, figurano minerali critici come cobalto, litio e nichel, nonché prodotti come veicoli elettrici e batterie, essenziali per infrastrutture militari ed energetiche.

Il Dipartimento del Commercio avrà 180 giorni per presentare un rapporto al presidente, con la possibilità di nuove tariffe all’orizzonte. Questa mossa segue analoghe indagini sulle importazioni di prodotti farmaceutici e semiconduttori, segnalando una crescente attenzione dell’amministrazione Trump alla sicurezza delle catene di approvvigionamento strategiche.