Di Kirieleyson – Gli Stati Uniti d’America come li conosciamo noi, cioè uno stato federale e repubblicano, cesseranno presto di esistere e diventeranno formalmente, un impero. Un Trump maestoso, in un focoso discorso alla Nazione (e al Mondo intero), ha messo a conoscenza gli Americani della sua decisione storica. Ecco la sintesi del discorso: “Una nuova era avrà inizio: cesseranno le guerre, le proteste, i disordini sociali e tutti cittadini del mondo che lo meriteranno potranno vivere in pace. Per fare ciò serve un nuovo ordine, basato su un poter forte, in grado di poter prendere decisioni senza dover sottostare a lungaggini burocratiche, condizionamenti e senza cavilli giuridici da dovere superare. Nel nuovo ordine, istituzioni come parlamento e magistratura non avranno più motivo di esistere in quanto obsolete e pertanto saranno cancellate, così come non saranno più necessarie le elezioni, perché, se si raggiunge il potere del Paese più importante del Mondo, è scontato che ci sia dietro il mandato divino. I benefici del nuovo ordine non saranno privilegio dei soli cittadini americani, bensì potranno essere estesi a tutti i paesi del mondo che accetteranno le regole che verranno da Noi fissate. Viva l’America. Dio è con Noi”.
Immediatamente dopo il discorso alla Nazione il Presidente, rispondendo alle domande dei giornalisti accreditati, ha fornito i dettagli del programma di fondazione dell’Impero e sulle relative modalità di attuazione, che di seguito riportiamo.
Trump annuncia la nascita dell’Impero Americano, i dettagli
Donald Trump assumerà il titolo di Imperatore, con il nome ufficiale di Caesar Donaldus Trumpianus Augustus, il prossimo 14 giugno, data del suo compleanno.
Alla domanda di un giornalista, evidentemente sfuggito alla rigida selezione che viene operata dello staff presidenziale e che faceva presente la necessità di un referendum o comunque di un iter parlamentari di ratifica della decisione, il Vicepresidente Vance è intervenuto precisando che nessuna procedura di conferma da parte di chicchessia è prevista, essendosi già ampiamente manifestata, in occasione dell’attentato subito dal Presidente prima delle elezioni e, giustappunto, miracolosamente superato, una inequivocabile volontà divina in tal senso.
La nuova denominazione degli Stati Uniti sarà “Impero Americano” ed il modello cui si ispirerà sarò quello dell’Impero Romano, tanto è che Washington sarà rinominata New Rome (Nuova Roma).
Dell’Impero Romano sarà replicata sia l’organizzazione interna che il “modus operandi” in politica estera, mentre un nuovo Senato, a nomina imperiale e che svolgerà solo compiti di rappresentanza e celebrativi, sarà costituito entro 30 giorni dalla nascita del nuovo sistema.
Pare inoltre che Trump, per la successione, che avverrebbe solo dopo la sua morte (sempre se non dovesse verificarsi un nuovo intervento divino), non intenderebbe stabilire un ordine dinastico, bensì vorrebbe applicare il metodo dell’”adozione”. In termini pratici, l’Imperatore designerà egli stesso un successore al trono, che potrà essere anche un estraneo alla propria famiglia.
Elon Musk ha espresso, attraverso i social, apprezzamento ed entusiasmo per la decisione di Trump, facendosi ritrarre mentre fa due saluti romani contemporaneamente e anticipando che, in occasione dell’incoronazione dell’Imperatore, farà sfilare i suoi satelliti Starlink in orbita bassa su Washington in una fiabesca coreografia raffigurante un’aquila imperiale.
Lo stesso ha inoltre affermato che, in occasione della prossima spedizione su Marte, sarà piantata la bandiera a stelle a strisce sul monte più alto del pianeta rosso (finora chiamato Olympus) e che diventerà il Trump Mons.
Tale iperattività del patron di Tesla, a detta di diversi commentatori politici americani, sarebbe dettata dalla voglia di ingraziarsi Presidente, affinché lo nomini Principe Ereditario. Le stesse fonti dicono infatti che Musk, stante il crollo della vendita delle sue auto elettriche, i non brillanti risultati in borsa del suo gioiello Tesla e qualche fiasco nelle sue ultime missioni spaziali, starebbe prendendo in seria considerazione la sua “discesa in campo” in politica, cessando la mansione di consigliere, mantenuta finora e che, con ogni evidenza, gli sta stretta.
Al riguardo, tutti sono comunque d’accordo nell’affermare che l’imprenditore di origini sudafricane non è l’unico a volere la carica: sia il vicepresidente J.D. Vance, come anche il Segretario di Stato Rubio, ognuno per contro proprio, pare abbiano attivato le loro lobby per esercitare forti pressioni sul Presidente al fine di accaparrarsi essi stessi la nomina.
Sembra tuttavia certo che Trump, prima di prendere una decisione in materia di successione, vorrà aspettare almeno due/tre anni, perché vorrà giustamente vedere come si mettono le cose a corte. Pertanto, il massimo cui i tre soggetti indicati potranno aspirare per il momento sarà la carica di “console”.
Passando all’ordinamento dello Stato, c’è da dire che gli attuali stati facenti parte della federazione degli Stati Uniti d’America rimarranno tali, ma saranno guidate da un Governatore di nomina imperiale, così come saranno mantenute le contee, che avranno a capo uno sceriffo nominato dal Governatore locale. I giudici saranno nominati direttamente dall’Imperatore, ponendo finalmente fine alla assurda diatriba che imperversa, su entrambe le sponde dell’oceano, tra potere esecutivo e Magistratura ed assicurando un sistema di giustizia finalmente imparziale e totalmente obiettivo.
Un mondo diviso in blocchi
Il mondo sarà diviso in tre blocchi: i paesi amici – di cui, secondo indiscrezioni provenienti dalla Casa Bianca, farà parte con ogni probabilità, l’Italia e che saranno elevate al ruolo di “Province”. Un altro blocco comprenderà i cosiddetti “paesi neutri” e, infine, il terzo blocco sarà composto dai paesi “barbari” – in cui dovrebbero essere allocati, con ogni certezza, paesi come la Cina, l’Iran e la Corea del Nord. I paesi “amici” saranno sottoposti alla giurisdizione di un Governatore di nomina imperiale, ma potranno mantenete un governo nazionale per la gestione interna.
Le popolazioni delle province, ad esclusione degli immigrati provenienti da paesi barbari, avranno la cittadinanza imperiale e godranno dei privilegi che tale status comporta. Le province potranno adottare il sistema di governo nazionale che preferiscono, indire elezioni, avere parlamenti, parlare una propria lingua, usare indifferentemente il dollaro o la propria moneta, nonché intrattenere liberamente rapporti commerciali con altre province. L’unico requisito che viene loro richiesto è che si dimostrino “ubbidienti” all’Imperatore.
Il programma prevede inoltre la costruzione di 44 copie del Colosseo, da realizzarsi in tutto l’Impero ed in cui si cimenteranno in combattimento bestie feroci ed immigrati clandestini.
L’Impero di Trump: geografia, letteratura, cinema e tv
Ci saranno tante altre novità in diversi campi, come in geografia. Infatti, come il Golfo del Messico non si chiama più così, ma Golfo d’America, anche il Canale di Panama cambierà nome e si chiamerà Canale d’America. Inoltre, anche l’Atlantico cambierà denominazione: diventerà l’Oceano Americano Orientale, mentre il Pacifico si chiamerà Oceano Americano Occidentale.
Ai paesi che non aggiorneranno le loro mappe e che si ostineranno a chiamare detti oceani e località con il vecchio nome, saranno imposte pesanti sanzioni perché il fatto sarà considerato “mancanza di rispetto nei confronti dell’Imperatore”.
Le novità riguardano anche letteratura, cinema e Tv. Tanto per fare un esempio, la Metro Goldwin Mayer, la nota casa cinematografica di Hollywood, non avrà più come logo un leone ruggente, ma la faccia di Trump. Il motto il “Make America Great Again” sarà un modo gentile di invitare una donna a intrattenere un rapporto sessuale, mentre “fake news” diventerà il nuovo modo per descrivere una relazione risultata insoddisfacente.
Le novità non hanno risparmiato neppure l’anatomia umana: l’organo genitale maschile non sarà più chiamato così come si è usato finora ma, in tutto l’Impero, dovrà chiamarsi “trumpet”, con il divieto di usare qualsivoglia declinazione al diminutivo; il Vicepresidente Vance ha aggiunto che, non farlo, sarà considerato mancanza di rispetto nei confronti dell’Imperatore e quindi severamente punito. Dopo di che, incalzato da un cronista che chiedeva delucidazioni al riguardo, lo stesso ha precisato che tuttavia sarà consentito l’uso di espressioni quali “ma che trumpet vuoi?” oppure ”ci avete scassato il trumpet”.
Le reazioni
Innumerevoli manifestazioni spontanee di giubilo da parte dei sostenitori trumpiani, ovunque disseminati, mentre variegate sono le reazioni nei vari paesi del mondo.
Putin non ha nascosto il suo forte disappunto, perché, a suo dire, Trump gli avrebbe rubato l’idea dell’impero, ma si è sarebbe addirittura imbestialito quando ha saputo del cambio di nome di Washington affermando che la vera terza Roma è Mosca soltanto.
Dalla Cina un solo commento: “Il nostro impero esiste da tremila anni; staremo a vedere quanto durerà questo”.
Dalla Corea del Nord, Kim Jong Un, commentando a caldo la notizia della nascita del nuovo impero, ha detto che vorrebbe fare qualcosa del genere anche in Corea del Nord.
Erdogan è stato il primo a congratularsi con Trump rivolgendosi a lui chiamandolo “collega”.
Macron, che è stato raggiunto dalla notizia mentre inaugurava la sagra del fois gras a Grenoble, ha ribadito: “La Francia è e resta una repubblica sovrana e non sarà mai la provincia di nessuno”.
Riguardo le reazioni della politica nazionale, spicca il silenzio assordante della Meloni, piuttosto stizzita perché non era stata preventivamente informata da Trump (con cui si erano scambiati i saluti il giorno prima via Whatsapp) ed ha fatto parlare in sua vece il Ministro degli Esteri Tajani il quale, nel contesto di un più lungo ed articolato discorso, ha affermato: “noi siamo Italiani, ma anche Europei, nonché Occidentali, ma siamo soprattutto Terrestri. Noi siamo una repubblica, ma non abbiamo nulla contro le monarchie, né, tantomeno contro gli imperi. Con l’America poi abbiamo un’amicizia che risale ai tempi di Cristoforo Colombo e che prescinde dai singoli governi e direi anche dalle varie possibili forme di ordinamento dello Stato. Pertanto per noi non cambia nulla, fermo restando il nostro sostegno alla democrazia ed ai nostri alleati”.
Salvini, da parte sua, saputa la notizia durante un comizio a Casalpusterlengo, ha esultato in un crescendo di esaltazione mistica, sventolando un rosario. Fonti interne alla Lega hanno lasciato trapelare l’indiscrezione che il loro leader ci terrebbe molto al titolo di Governatore della Provincia Italia. Infatti, in proposito, avrebbe già messo già in moto la sua possente macchina da guerra della comunicazione (nota come “Bestia”) per ingraziarsi il neo Imperatore.
Passando all’altro schieramento, la Schlein, non appena informata, ha indetto una conferenza stampa nella quale, tuttavia, nessuno è riuscito a capire cosa avesse voluto dire, tranne le frasi “ci si dovrebbe occupare delle bollette” e “intanto in Italia la gente non arriva alla fine del mese”.
Conte invece, nel nome dell’antica amicizia che lo lega con il Presidente americano, gli ha inviato il seguente messaggio: “ noi 5 stelle siamo per la pace e per la giustizia e andiamo d’accordo con tutti quelli che amano la pace come te: felicitazioni. Con stima e affetto. Giuseppi.”
A Bruxelles, non appena giunta la notizia, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha immediatamente convocato un vertice anticipando che, per affrontare la questione che si aprirà con l’incoronazione dei Trump, l’Europa dovrebbe emanare al più presto un nuovo regolamento.
Quali sono i paesi amici, neutri e barbari
A giorni dovrebbe essere reso pubblico l’elenco dei paesi del mondo con la relativa assegnazione ai vari gruppi di appartenenza, cioè paesi amici, neutri e barbari.
La nostra Redazione è però riuscita, grazie ad un appartenente allo staff presidenziale di origini calabresi (padre di Roccella Jonica e madre di Taurianova) e che ha chiesto l’anonimato, ad ottenere un accesso al database con il nome dei paesi e della loro relativa collocazione nei tre gruppi.
Il database è accessibile anche ai nostri lettori attraverso il modulo sottostante. E non mancano le sorprese.
Si prega di seguire pedissequamente le istruzioni:
Inserire il nome del paese (solo lettere maiuscole, minimo 4 lettere; non usate caratteri speciali o numeri; se non completate il nome entro cinque secondi dovrete ripetere l’operazione. Massimo tre tentativi ammessi.


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