“Io sto salvando l’Ucraina. Credo che quella nazione verrà distrutta rapidamente, diciamoci la verità. Se non fosse per me…”. Donald Trump si considera il salvatore dell’Ucraina, anche se la guerra con la Russia prosegue e il cessate il fuoco definitivo rimane lontano. Il presidente degli Stati Uniti parla in una lunga intervista a The Atlantic, la testata che ha rivelato le chat ‘top secret’ con i piani d’attacco americani allo Yemen, e tocca numerosi argomenti. L’Ucraina e la mediazione americana vengono ampiamente trattati. Perché Trump non sembra solidale con i paesi aggrediti come hanno fatto in passato altri presidenti? “Io penso di esserlo. Credo di salvare quella nazione”, dice riferendosi all’Ucraina. “Credo che quella nazione sarà annientata molto presto. È una grande macchina da guerra”, aggiunge riferendosi alla Russia di Vladimir Putin.
“Diciamolo chiaramente. E se non fosse stato per me… Sono stato io a dare loro i Javelin che hanno distrutto i carri armati russi. Sapete, quel momento con i carri armati è stato un momento cruciale, quando i tank sono rimasti impantanati nel fango e io ho dato loro un numero enorme di Javelin. E’ stato un momento cruciale perché se quei carri armati si trovavano a 115 chilometri da Kiev e avrebbero preso il controllo di Kiev. La guerra sarebbe finita in un giorno”, dice Trump, rivendicando il proprio ruolo di mediatore. “Il primo ministro della Norvegia – una persona estremamente rispettabile – dice che senza il presidente Trump questa guerra non finirebbe mai. Io sto rendendo un grosso servizio all’Ucraina, ci credo”.
Le armi contro Putin? “Non per forza munizioni”
Se Putin si mostrasse poco incline al dialogo, gli Usa aumenterebbero il sostegno all’Ucraina? “Non si deve parlare per forza di armi, non devono essere armi con munizioni. Possono essere armi con sanzioni, con sanzioni bancarie. Ci sono tante altre armi”, dice Trump, che fa una distinzione netta tra l’Ucraina e il suo leader Volodymyr Zelensky. “Non sono per forza dalla parte di Zelensky, ma sono dalla parte degli ucraini. Ho avuto momenti difficili con Zelensky”, dice ripensando allo scontro andato in scena il 28 febbraio alla Casa Bianca.
La lite con Zelensky
“L’avete visto qui, quando era seduto proprio su quella sedia, non riusciva proprio a capirci niente. Tutto quello che doveva fare era stare zitto. Aveva raggiunto il suo obiettivo. Io ho detto ‘stiamo lavorando per risolvere il problema’, lui doveva dire ‘ok’. E invece ha detto: ‘No, no, anche noi abbiamo bisogno di sicurezza’. E poi ha fatto la dichiarazione, ha detto che hanno combattuto da soli, non hanno ricevuto alcun aiuto. Ho fatto notare ‘vi abbiamo aiutato con 350 miliardi di dollari e l’Europa vi ha aiutato con molto meno denaro’, altro dettaglio che mi dà fastidio”.
Trump si dice convinto che la guerra “durerà più o meno una settimana. Siamo agli ultimi colpi. E ripeto, questa è la guerra di Biden. Non voglio farmene carico. Non sarebbe mai dovuta accadere. Non sarebbe mai iniziata, come è vero che lei è seduto qui”.
Il nuovo Papa
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto scherzando alla domanda di un giornalista su chi vorrebbe come prossimo Papa. Parlando alla stampa alla Casa Bianca, il presidente Usa ha detto che “mi piacerebbe essere Papa: sarebbe la mia prima scelta”. Tornando serio, Trump ha precisato di non avere preferenze su chi sarà il prossimo Pontefice. Il presidente Usa ha detto di sapere che “abbiamo un cardinale a New York”, facendo riferimento all’arcivescovo Timothy Dolan, aggiungendo che “vedremo cosa accadra'”.
I dazi auto
I negoziati tra Stati Uniti ed India sui dazi “stanno andando alla grande, credo che avremo un accordo, loro voglio fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti prima di partire per celebrare i primi 100 giorni alla Casa Bianca con un comizio in Michigan. In precedenza il segretario al Commercio, Howard Lutnick, aveva detto un’intervista che “abbiamo un accordo fatto, ma devo aspettare che il loro primo ministro e il loro Parlamento diano l’assenso”. “Non vi dirò quale sia il Paese, lascerò decidere al presidente”, aveva poi risposto a chi gli chiedeva di indicare il Paese con cui si sarebbe raggiunta l’intesa.
E sempre per oggi, la Casa Bianca ha annunciato la firma da parte di Trump dell’ordine esecutivo con cui intende mitigare l’impatto dei dazi sulle case automobilistiche Usa, evitando il sovrapporsi delle diverse tariffe imposte e offrendo crediti per altre.
La Cnn, intanto, riporta che la decisione di alleggerire le misure di per il settore auto è stata presa da Trump dopo aver parlato con i Ceo di diverse case automobilistiche. “Il presidente vuole mantenere la flessibilità, è in stretto contatto con i Ceo dell’auto su questo”, ha spiegato una fonte della Casa Bianca, parlando del piano in tre anni contenuto nell’ordine esecutivo.


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