USA, dazi anche per isole disabitate e ricoperte di ghiaccio: Trump non risparmia neanche i pinguini

L’aspetto più surreale della nuova politica di Trump è l’inclusione, tra le aree soggette ai dazi, di isole prive di attività economica

L’ultima ondata di dazi imposta dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump ha sollevato polemiche globali e preoccupazioni economiche. Le tariffe, che oscillano tra il 10% e il 49%, colpiscono diversi Paesi, dall’Asia meridionale all’Unione Europea, fino al Canada. Trump ha giustificato la sua decisione parlando di “tariffe reciproche“, sostenendo che per decenni il commercio globale abbia penalizzato l’industria americana.

L’aspetto più surreale di questa nuova politica è l’inclusione, tra le aree soggette ai dazi, di isole prive di attività economica e persino di abitanti umani. Un’analisi della CNN e del Guardian ha rivelato che territori come le isole Heard e McDonald, nell’Oceano Indiano meridionale, sono stati colpiti da una tariffa del 10%, nonostante siano abitate solo da pinguini e foche, e ricoperte per la maggior parte da ghiaccio. Simile destino è toccato all’isola norvegese di Jan Mayen, un’ex stazione baleniera senza residenti permanenti, ma anch’essa gravata da un’imposta commerciale del 10%.

Più sorprendente ancora è il caso dell’isola Norfolk, un piccolo territorio australiano con 2.188 abitanti, colpito da una tariffa del 29%, ben al di sopra della media australiana. “Non sono sicuro che Norfolk Island sia un concorrente commerciale della gigantesca economia degli Stati Uniti, ma questo dimostra ed esemplifica il fatto che nessun posto sulla Terra è al sicuro“, ha commentato il premier australiano Antony Albanese.