Il 25 maggio 2008 la sonda spaziale Phoenix è atterrata con successo sul suolo di Marte, segnando un importante traguardo nell’esplorazione del Pianeta Rosso. Lanciata dalla NASA nell’agosto 2007, Phoenix aveva una missione ambiziosa: studiare il permafrost marziano per cercare tracce d’acqua e comprendere se il pianeta abbia mai ospitato condizioni favorevoli alla vita.
Phoenix toccò terra nell’Artico marziano, una regione scelta per la sua alta probabilità di contenere ghiaccio sotterraneo. A differenza dei rover, Phoenix era una sonda stazionaria dotata di un braccio robotico capace di scavare nel terreno fino a 50 cm di profondità. I campioni analizzati confermarono la presenza di acqua allo stato solido, una scoperta cruciale per la geologia marziana e per le prospettive di future missioni con equipaggio.
Tra gli strumenti scientifici della sonda figuravano microscopi, analizzatori chimici e un laboratorio termico per studiare la composizione del suolo. Sebbene la missione durasse solo cinque mesi, fino all’arrivo dell’inverno marziano, Phoenix fornì dati fondamentali sulla storia climatica di Marte.


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