Il 29 maggio 1919, durante un’eclissi solare totale osservabile dall’Isola del Principe, al largo dell’Africa occidentale, l’astronomo britannico Arthur Eddington realizzò un esperimento destinato a cambiare la fisica per sempre. L’obiettivo era verificare una delle più audaci previsioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein, pubblicata 4 anni prima: la curvatura della luce in presenza di un campo gravitazionale.
Secondo la teoria di Einstein, la massa del Sole avrebbe dovuto piegare lo spazio-tempo, facendo apparire le stelle vicine al bordo solare leggermente spostate rispetto alla loro posizione reale. Un fenomeno invisibile in condizioni normali, ma osservabile durante un’eclissi, quando la luce del Sole è oscurata.
Eddington, insieme a una seconda spedizione inviata a Sobral, in Brasile, fotografò la posizione delle stelle durante l’eclissi e la confrontò con quella rilevata mesi prima, a Sole assente. I risultati confermarono la previsione di Einstein: la luce veniva effettivamente deviata.
L’esperimento fece il giro del mondo, catapultando Einstein alla fama internazionale e segnando la definitiva consacrazione della relatività generale. Per la prima volta, la luce delle stelle aveva raccontato una nuova verità sull’universo.


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