Il 29 maggio 2012, alle 9, una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5.8 ha colpito l’Emilia-Romagna, con epicentro nei pressi di Medolla, in provincia di Modena. Si è trattato della 2ª forte scossa nel giro di pochi giorni: il 20 maggio, infatti, un primo sisma magnitudo 6.0 aveva già sconvolto la regione, causando vittime e gravi danni a edifici storici e industriali.
Il nuovo evento sismico si è fatto sentire distintamente in tutto il Nord Italia, in particolare in Lombardia e Veneto, generando panico tra la popolazione. È aumentato il bilancio delle vittime, che alla fine è salito a 27 morti, oltre a centinaia di feriti e decine di migliaia di sfollati. Le zone più colpite sono state Cavezzo, Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro, dove crolli e cedimenti strutturali hanno messo in ginocchio aziende, scuole, chiese e case.
La terra ha tremato ancora nei giorni successivi, con continue repliche. La popolazione ha vissuto per settimane in tende e centri di accoglienza, mentre partiva una complessa macchina dei soccorsi. L’Emilia-Romagna è stata costretta ad una lunga e dolorosa ricostruzione, che ha lasciato cicatrici profonde nel tessuto sociale ed economico della regione.
