Il 5 maggio 1961 Alan Shepard diventa il primo americano nello Spazio

Il volo, durato poco meno di 15 minuti, segnò l’ingresso ufficiale degli Stati Uniti nella corsa allo Spazio

Il 5 maggio 1961 Alan Shepard diventa il primo statunitense a viaggiare nello Spazio a bordo della capsula Freedom 7, nell’ambito della missione Mercury-Redstone 3. Il volo, durato poco meno di 15 minuti, non raggiunse l’orbita terrestre completa, ma segnò l’ingresso ufficiale degli Stati Uniti nella corsa allo Spazio, avviata in piena Guerra Fredda con l’Unione Sovietica.

Il lancio avvenne da Cape Canaveral, in Florida. Shepard, un pilota collaudatore della Marina militare, fu l’unico membro dell’equipaggio e affrontò l’intera missione in modo automatico, seguendo procedure prestabilite. Durante il volo, raggiunse un’altitudine di circa 187 km e una velocità superiore ai 8mila km/h, prima di ammarare nell’Atlantico, dove venne recuperato da una nave della Marina.

Il successo della missione diede nuovo slancio al programma spaziale americano, solo 3 settimane dopo il volo orbitale del cosmonauta sovietico Jurij Gagarin, primo uomo nello Spazio. Shepard divenne un eroe nazionale e aprì la strada a nuove imprese, culminate 8 anni dopo con lo sbarco sulla Luna.