L’inizio di maggio ha infranto le aspettative: mentre molti attendevano l’arrivo del primo vero tepore primaverile, l’Italia si è trovata immersa in un contesto meteorologico insolitamente instabile e a tratti severo. Nelle ultime settimane, il nostro Paese è stato attraversato da una lunga serie di perturbazioni, piogge diffuse, temporali anche intensi e persino nevicate a quote relativamente basse per la stagione, soprattutto sull’arco alpino. Una dinamica che ha riportato alla mente più l’autunno che non la primavera.
Un cambio di scenario dopo anni di precoci ondate di calore
Negli ultimi anni, maggio è spesso coinciso con le prime impennate termiche e con la comparsa dell’anticiclone nordafricano, capace di far salire i termometri fin verso i 30°C anche in pieno Centro-Nord. Quest’anno, però, lo scenario è cambiato radicalmente.

L’alta pressione subtropicale, quando presente, ha agito solo marginalmente e per brevi periodi, lasciando campo libero a frequenti infiltrazioni instabili di origine atlantica e talvolta anche nordafricana, ma associate a cicloni e non a stabilità atmosferica. Il risultato? Temperature sotto media e piogge ben oltre i livelli consueti per il periodo.
Clima più freddo e instabilità duratura: la primavera resta in bilico
Le temperature massime si sono mantenute inferiori alla media trentennale 1991–2020 in molte regioni, con scarti anche di 4-5°C al Sud. Solo in alcune aree meridionali si è registrato un temporaneo aumento termico, ma senza la solidità necessaria per parlare di una vera fase estiva.

Nelle Alpi, la neve è tornata a cadere sopra i 1200-1300 metri, fenomeno tutt’altro che comune a maggio inoltrato. In generale, è un’Italia ancora sospesa tra due stagioni, senza una direzione climatica definita.
Weekend con tregua (parziale), ma il maltempo è pronto a tornare
Nel fine settimana si profila un miglioramento temporaneo: ampie schiarite e tempo più stabile in molte zone, specie al Centro-Nord. Tuttavia, l’instabilità non è destinata a svanire. Nel pomeriggio non si escludono temporali isolati, specie lungo la dorsale appenninica e nelle aree interne.
Questa breve pausa sarà infatti interrotta rapidamente dall’arrivo di due nuovi impulsi perturbati attesi da lunedì 12 maggio: uno di origine atlantica, destinato a colpire in particolare le regioni settentrionali, e un secondo di matrice africana, molto più instabile, diretto verso le regioni meridionali.

Sud Italia sotto osservazione: ciclone in arrivo
Proprio il Sud sarà protagonista di quella che potrebbe diventare la fase più critica del mese di maggio. Secondo le ultime proiezioni, il ciclone africano in formazione potrebbe generare fenomeni intensi tra Sicilia, Calabria e Puglia meridionale, con temporali violenti, grandinate e forti raffiche di vento.
Gli accumuli pluviometrici settimanali potrebbero superare i 150-200 mm, con un’anomalia positiva del +50% rispetto alla media del periodo. In un contesto già fragile, questo incremento della pioggia potrebbe causare criticità idrogeologiche in più aree del Mezzogiorno.
Prospettive: maltempo fino a fine settimana e temperature in calo
La fase clou del maltempo è attesa tra mercoledì 14 e venerdì 16 maggio, ma l’evoluzione potrebbe estendersi fino al weekend successivo. Il persistere di una circolazione depressionaria sul bacino del Mediterraneo non permetterà l’affermazione duratura di un campo di alta pressione.

Dal punto di vista termico, le temperature continueranno a mantenersi sotto media, con un calo più marcato proprio nelle regioni meridionali dove le massime potrebbero restare ben al di sotto dei 25°C.
Primavera in ritardo o nuova normalità?
Questo maggio anomalo solleva un interrogativo fondamentale: ci troviamo di fronte a un’eccezione o a un nuovo standard climatico? In un contesto globale segnato dalla crescente variabilità meteorologica, è possibile che anche la primavera italiana stia vivendo una fase di transizione verso scenari più estremi e meno prevedibili.

Mentre restiamo in attesa di una stabilizzazione definitiva, le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la stagione riuscirà a recuperare o se si concluderà sotto il segno dell’instabilità e del freddo fuori stagione.
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