Auto, Volvo taglia 3.000 posti di lavoro per ridurre i costi

La decisione di Volvo rientra nel piano di risparmi annunciato ad aprile: “l'industria automobilistica si trova ad affrontare sfide considerevoli”

La casa automobilistica svedese Volvo, di proprietà del gruppo cinese Geely, taglierà 3.000 posti di lavoro, per far fronte al deterioramento della situazione economica nel settore automobilistico. La decisione rientra nel piano di risparmio da 18 miliardi di corone (1,6 miliardi di euro) annunciato alla fine di aprile. Il piano “mira a rafforzare e rendere Volvo Cars più resiliente in un momento in cui l’industria automobilistica si trova ad affrontare sfide considerevoli”, afferma il gruppo in una nota. In Svezia saranno tagliati circa 1.200 posti di lavoro, oltre a 1.000 posizioni ricoperte da consulenti dislocati principalmente nel Paese nordico. Il resto dei posti di lavoro persi riguarderebbe altri mercati globali. La maggior parte dei posti di lavoro tagliati sono impieghi d’ufficio.

Le misure annunciate oggi sono state decisioni difficili, ma sono passi importanti per costruire una Volvo Cars più forte e ancora più resiliente”, sottolinea nella nota l’amministratore delegato, Håkan Samuelsson. “L’industria automobilistica sta attraversando un periodo difficile. Per far fronte a questo, dobbiamo migliorare la generazione di flussi di cassa e ridurre strutturalmente i costi”, aggiunge.

L’azienda ha 42.600 dipendenti a tempo pieno. Volvo Cars ha la sua sede principale e gli uffici di sviluppo dei prodotti a Göteborg, in Svezia, e produce auto e SUV in Belgio, South Carolina e Cina.

Il gruppo ha ritirato le sue previsioni finanziarie dopo aver annunciato i tagli ai costi il mese scorso, evidenziando l’imprevedibilità dei mercati, in un contesto di minore fiducia dei consumatori e di dazi commerciali che stanno causando turbolenze nell’industria automobilistica globale. Con la maggior parte della sua produzione concentrata in Europa e Cina, Volvo è più esposta ai nuovi dazi statunitensi rispetto a molti dei suoi concorrenti europei e ha affermato che potrebbe diventare impossibile esportare i modelli più economici negli Stati Uniti.