Spagna e Portogallo hanno creato una commissione di inchiesta congiunta per identificare le cause del colossale blackout che ha colpito la Penisola Iberica lo scorso 28 aprile. Un accordo raggiunto tra il Ministro spagnolo per la Transizione ecologica Sara Aagesen e il Ministro portoghese dell’Ambiente e dell’Energia Maria da Graca Carvalho sottolinea che “fin dal primo giorno” le parti sono state in grado di collaborare non solo sullo scambio di dati, ma anche sulla volontà “di identificare la causa dell’incidente e, soprattutto, di attuare le misure necessarie per evitare che si ripeta”. I Ministri hanno deciso di condividere le informazioni da inviare agli organismi europei.
Alle 12:33 locali del 28 aprile, 15 gigawatt, equivalenti al 60% del consumo elettrico della Spagna, sono andati improvvisamente persi dal sistema, un fenomeno che il governo ha descritto come “senza precedenti“. A quattro giorni dal grave blackout, le autorità e gli esperti non hanno ancora una spiegazione ufficiale per quanto accaduto. “È molto importante raccogliere tutte le informazioni per capire cosa ha causato l’incidente, che, come sapete, è avvenuto sulla rete elettrica spagnola“, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro Maria da Graca Carvalho. “È stato un processo molto complesso, ed è per questo che ci vorrà del tempo. Abbiamo bisogno di molti dati per sapere esattamente cosa sia successo”.
Negli ultimi giorni, l’attenzione si è concentrata sull’ascesa delle energie rinnovabili, che secondo alcuni ha avuto impatto sulla stabilità della rete. Tuttavia, il Presidente del gestore della rete elettrica spagnola ha difeso il mix di energie rinnovabili definendolo “sicuro” e il governo ha invitato a evitare speculazioni finché non saranno note le cause del blackout. Anche la possibilità di un attacco informatico, su cui sta indagando la magistratura spagnola, è stata considerata poco plausibile dalla Rete Elettrica, che assicura di non aver rilevato “alcun tipo di intrusione”.
