Lunedì 28 aprile, un colossale blackout ha lasciato Spagna e Portogallo al buio, causando immensi disagi alla popolazione, oltre a gravi perdite economiche. Mentre proseguono le indagini per capire cosa abbia causato il problema, tra chi punta il dito sulle rinnovabili e chi non esclude la possibilità di un attacco informatico, il dato certo è quello fornito da Red Eléctrica. Nelle ore successive all’evento, il gestore della rete elettrica nazionale spagnola ha rivelato che la causa immediata del blackout è stata una “fortissima oscillazione della rete elettrica” che ha costretto la rete spagnola a disconnettersi dal sistema europeo più ampio, causando il collasso dell’alimentazione elettrica della Penisola Iberica alle 12:38 del 28 aprile.
Secondo quanto confermano alcuni grafici dell’Università di scienze applicate di Zurigo, l’origine del problema potrebbe essere ricondotta ad oscillazioni inter-area Spagna-Lettonia che il sistema spagnolo non ha saputo smorzare adeguatamente. E questo potrebbe essere dovuto al mix energetico della Spagna, composto in gran parte da rinnovabili.
La Spagna è uno dei maggiori produttori di energia rinnovabile in Europa, con eolico e solare che rappresentano il 43% della produzione totale. Al momento del blackout, il solare fotovoltaico copriva il 59% della domanda elettrica spagnola, l’eolico quasi il 12%, il nucleare circa l’11% e le turbine a ciclo combinato a gas il 5%. Tuttavia, in un breve arco di tempo, tra le 12:30 e le 12:35 di lunedì, la produzione di energia solare fotovoltaica è crollata di oltre il 50%.
Esperti del settore avevano precedentemente evidenziato come la rete spagnola operasse con una bassa “inerzia”, ovvero l’energia immagazzinata in grandi turbine a vapore o a gas che agiscono come un cuscinetto per compensare variazioni improvvise di domanda e offerta. L’energia solare, al contrario, fornisce poca massa rotante alla rete.
“Di solito le macchine sincrone gestiscono queste situazioni ma è possibile che la scarsità di queste macchine nel sistema spagnolo in alcune zone abbia provocato il crash”, scrive su X Sergio Giraldo, giornalista de La Verità, che, in un articolo, sostiene che “la ridotta resilienza del sistema iberico, causa mancanza di impianti convenzionali con adeguata inerzia rotazionale, ha causato l’attivazione dei distacchi”. “Questo perché probabilmente i Power Oscillation Damping Controllers (POD) applicati ai generatori rinnovabili non erano tarati correttamente o “mancavano” del tutto. Se si è trattato di errata taratura dei POD o di una mancanza nel software della sala controllo si vedrà dall’indagine. L’origine dell’oscillazione inter-area sarà occasione di indagine per tutti gli operatori europei”, aggiunge Giraldo, ricordando che non è la prima volta che si verifica una situazione simile. Era già successo l’1 dicembre 2016, anche se questa oscillazione è stata più significativa di quella del 2016.
