Campi Flegrei, Di Vito (INGV): “con nuovi fondi, passi avanti nel capire dinamica del vulcano a terra e nel mare”

Mauro Di Vito, direttore dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV, commenta i fondi stanziati dal Governo per l'area dei Campi Flegrei

Con i nuovi fondi potremo fare passi avanti nella tecnologia che usiamo per studiare con attenzione quello che accade nei Campi Flegrei, avremo una rete di sensori più fitta a terra nel fondo del Golfo per le deformazioni del suolo e dell’attività sismica e il movimento sotterraneo del gas e delle masse“. Così Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, commenta all’ANSA i passi avanti con i 6 milioni di finanziamento stanziati dal Governo per il lavoro degli studiosi nei territori di Pozzuoli, Bacoli e dei quartieri occidentali di Napoli per il bradisismo e il vulcano dei Campi Flegrei. I 6 milioni sono stati stanziati per il progetto ‘Rose’, che comprende anche altre iniziative dell’INGV in Italia, ma la maggior parte andrà al territorio flegreo che continua a convivere il bradisismo, come dimostrato anche questa notte da una scossa di magnitudo 1.8.

Il finanziamento, osserva Di Vito, “è sufficiente al momento perché deriva dal nostro punto della situazione fatto e consegnato al governo sulla nostra rete tecnologica di monitoraggio, l’implementazione della rete ma anche il personale necessario”. Con le nuove tecnologie “faremo passi avanti nel capire molto meglio la dinamica del vulcano sia a terra che a mare e – prosegue Di Vito – vedremo i processi dinamici del vulcano che stanno interessando la caldera. Sarà come se, su un essere umano, potessimo monitorare non solo una parte del corpo ma avere sensori più distribuiti su tutto il corpo”.

L’attuazione delle nuove tecnologie è prevista in un anno. Intanto, da questa settimana “inizia una nostra campagna di misura diffusa sull’emissione di gas in un’area vasta, dai quartieri di Napoli Bagnoli e Agnano, ai Comuni di Pozzuoli e Bacoli. Andremo avanti per settimane su un’indagine per capire se ci sono state variazioni rispetto agli anni scorsi quando abbiamo fatto rilevazioni simili e quindi vedremo anche si ci sono modifiche nella dinamica del vulcano sotterraneo”.

Nuove tecnologie in arrivo

Tornando a parlare dei fondi del Governo, “prima di tutto ci saranno nuove tecnologie – spiega all’ANSA Mauro Di Vito – a partire da ulteriori sensori multiparametrici a mare che ci danno importanti informazioni sulla sismicità, sulla deformazione del suolo, l’emissione del gas e la temperatura sotterranea, dati che ci permettono anche di capire se sale gas da sottoterra. Li useremo in particolare nella parte sud del territorio vulcanico che attualmente non ha una copertura dei sensori. Parliamo quindi del Golfo di Pozzuoli su cui vogliamo avere più certezze dai dati”. L’installazione delle nuove tecnologie sottomarine sarà svolta dall’INGV insieme alla Guardia Costiera.

Con i nuovi fondi ci sarà, spiega Di Vito “anche una rete più fitta a terra di sensori per le deformazioni del suolo e l’attività sismica. Avremo anche nuovi strumenti per misurare dal punto di vista gravimetrico e geochimico. La gravimetria ci dice la variazione di gravità, quindi la distribuzione di massa nel sottosuolo, se varia la massa aumenta la gravità: i cambiamenti non sono avvertiti dalle persone, ma segnalati dalle apparecchiature molto precise. Ci sarà poi l’installazione di fibre ottiche e degli interrogatori di fibre ottiche, che controllano la deformazione del suolo e la sismicità, fibre lunghe per chilometri che quindi offrono dati su ampie fette di territorio che finora ci mancavano. Saranno due le linee delle fibre, una nel Golfo di Pozzuoli e l’altra a terra nella parte continentale”.

Le nuove attrezzature porteranno un miglioramento “della nostra capacità di studio dei fenomeni. Non sono attrezzature semplicissime da installare ma lo faremo in collaborazione con enti paralleli che ci diano una mano, come le immersioni della Guardia Costiera. Ci vorrà circa un anno dall’acquisto all’attivazione. Le nuove attrezzature ci faranno capire meglio la dinamica del vulcano sia a terra che a mare”.

“Continua la deformazione della crosta”

“Oggi sta continuando la dinamica di deformazione della crosta, senza però una ridistribuzione delle masse nel sottosuolo e quindi senza risalite. Le emissioni di gas intanto sono molto sostenute e stanno aumentando, la deformazione procede a 1,5cm al mese e la sismicità resta medio-bassa, con eventi di 2,3-2,4 gradi. Ma lo studio della situazione va oltre la quotidianità, per noi studiare meglio i terremoti ci fa capire meglio la dinamica del sottosuolo“, conclude Di Vito.