Dopo mesi di rinvii, la Commissione europea è pronta a presentare a giugno la proposta legislativa per il nuovo obiettivo climatico al 2040: una riduzione del 90% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Tuttavia, per superare le resistenze politiche, Bruxelles intende introdurre ampie misure di flessibilità. Tra le opzioni in discussione vi sono i meccanismi di compensazione del carbonio previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi, che consentono ai Paesi di collaborare su progetti di riduzione delle emissioni, anche a livello internazionale. Inoltre, si valuta il riconoscimento delle rimozioni naturali di CO₂ tramite suolo, agricoltura e foreste, già utilizzate per il target 2030.
Le pressioni di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, e di forze politiche come il Partito popolare europeo (Ppe), hanno spinto il commissario al Clima, Wopke Hoekstra, a posticipare la proposta, aprendo un ciclo di consultazioni. Alcuni governi chiedono obiettivi meno stringenti, come una riduzione all’80-85%.
Nonostante le tensioni, il Consiglio scientifico UE sui cambiamenti climatici continua a sostenere l’obiettivo del -90%, considerandolo essenziale per centrare la neutralità climatica entro il 2050.


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