Clima, inversione storica in Cina: le emissioni di CO2 calano grazie alla spinta delle rinnovabili

Le emissioni crollano nel settore elettrico, ma l’industria pesante frena la transizione

Per la prima volta nella sua storia recente, la Cina ha registrato un calo delle emissioni di anidride carbonica senza una crisi economica o sanitaria a fare da innesco, ma grazie all’ascesa dell’energia pulita. Un segnale potente che potrebbe rappresentare l’inizio di un’inversione strutturale nelle dinamiche energetiche del colosso asiatico, con implicazioni globali.

Un calo senza precedenti: elettricità verde batte carbone

Nel primo trimestre del 2025, secondo una nuova analisi di Carbon Brief, le emissioni cinesi sono diminuite dell’1,6% su base annua. Ancora più significativo è il fatto che questo calo è dovuto alla maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili — in particolare solare, eolico e nucleare — che ha superato la crescita della domanda complessiva di elettricità.

Emissioni Cina CO2

A differenza dei precedenti episodi di riduzione delle emissioni, oggi il motore del cambiamento è la transizione energetica e non un rallentamento economico. Le emissioni del settore elettrico, in particolare, sono diminuite del 2% nell’arco degli ultimi 12 mesi.

Il peso delle rinnovabili nella strategia cinese

La Cina ha costruito in pochi anni il più grande parco di impianti solari ed eolici del pianeta. Nel solo mese di marzo 2025, sono stati installati 23 GW di fotovoltaico e 13 GW di eolico — numeri mai visti prima. Questo boom è stato incentivato da una nuova politica tariffaria che ha spinto i produttori a completare i progetti prima dell’entrata in vigore di nuove regole, meno generose sul piano economico.

Contemporaneamente, anche il nucleare ha accelerato, con 10 GW approvati ad aprile. La combinazione di queste fonti ha permesso di ridurre l’impiego del carbone nella produzione elettrica, nonostante la domanda di energia sia comunque aumentata del 2,5%.

Altri settori restano una sfida

Mentre il comparto elettrico mostra segnali di decarbonizzazione, altri settori industriali restano ancora legati ai combustibili fossili. In particolare, il settore chimico legato al carbone è in forte espansione, spinto dall’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica da petrolio e gas importati.

Crescono anche le emissioni legate alla produzione di acciaio, metalli e veicoli, mentre il comparto edilizio mostra segnali di declino, con le nuove costruzioni in calo del 24%.

Emissioni CO2 Cina altri settori

Una transizione fragile: incertezza sulle politiche e sui mercati

Nonostante il calo registrato, la situazione resta delicata. Le emissioni totali sono solo dell’1% inferiori al picco più recente. Un rimbalzo nella domanda o una frenata sugli investimenti verdi potrebbero farle risalire rapidamente.

La nuova politica tariffaria per le rinnovabili introduce molte incognite: i nuovi progetti dovranno negoziare prezzi liberamente, rischiando una riduzione dei margini. Inoltre, le province hanno ampio margine nell’attuazione delle direttive, generando potenziali disallineamenti.

Il peso dei dazi USA e la risposta cinese

L’escalation dei dazi commerciali USA ha innescato una nuova fase di incertezza. Le prime conseguenze sono già visibili: una riduzione delle esportazioni ha colpito le industrie costiere, contribuendo a una minore domanda energetica.

La risposta cinese è stata duplice: incentivi alle tecnologie verdi e un nuovo piano industriale centrato su energia pulita, idrogeno e decarbonizzazione industriale.

Obiettivi climatici: il rischio di restare indietro

Nonostante i progressi, la Cina è in ritardo rispetto agli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. La riduzione dell’intensità di carbonio è ancora troppo lenta. Il piano per il 2025 non include un obiettivo specifico, segno che le priorità restano in bilico tra crescita e sostenibilità.

Se però verrà mantenuto il trend di crescita delle rinnovabili — e supportato da politiche coerenti — il picco delle emissioni potrebbe davvero essere stato superato.

Conclusione: una svolta possibile, ma non garantita

Il 2025 potrebbe segnare l’anno in cui la Cina ha invertito la rotta sulle emissioni di CO2. La crescita delle rinnovabili ha finalmente superato quella della domanda elettrica, aprendo una strada concreta verso un futuro a basse emissioni.

Ma la transizione resta fragile. Senza obiettivi chiari, politiche stabili e determinazione politica, i progressi rischiano di essere effimeri. Il mondo guarda alla Cina, consapevole che la battaglia contro il cambiamento climatico passa anche da Pechino.