Clima, El Niño non arriva: ecco perché l’estate 2025 potrebbe sorprendere

Impatto climatico senza El Niño: chi comanda il meteo adesso

Le ultime analisi confermano che il sistema climatico globale ENSO (El Niño–Southern Oscillation) si trova attualmente in una fase neutra, e che tale condizione è destinata a proseguire almeno per tutta l’estate 2025. Secondo i principali centri di monitoraggio, come NOAA, OMM e il IRI, la probabilità che lo stato neutrale persista fino ad agosto-ottobre supera il 70%.

Dalla La Niña alla neutralità: cosa sta succedendo nell’Oceano Pacifico

Nei primi mesi del 2025 si è concluso un debole episodio di La Niña, iniziato nel tardo 2024. Con l’arrivo della primavera boreale, le temperature superficiali del Pacifico equatoriale sono progressivamente tornate nella norma. I più recenti valori dell’indice Niño risultano infatti compresi tra -0,2°C e +0,1°C, un segnale chiaro del ritorno a condizioni neutre.

Anomalie SST Pacifico

Anche le temperature sottomarine, in particolare nella porzione centrale ed orientale del Pacifico, sono vicine alla media. Soltanto in profondità, nel Pacifico occidentale, permangono valori leggermente superiori. A livello atmosferico, i venti equatoriali e la convezione tropicale mostrano una distribuzione coerente con una situazione neutrale: ventilazione nella norma e piogge concentrate sull’Indonesia, con attività ridotta a ovest della linea del cambio di data.

Previsioni ENSO per l’estate 2025: neutralità dominante

Secondo le simulazioni dinamiche e statistiche del North American Multi-Model Ensemble (NMME) e dell’IRI, è molto probabile che la neutralità ENSO prosegua almeno fino all’inizio dell’autunno. Per il trimestre giugno-agosto, le probabilità raggiungono il 74%, mentre per il periodo agosto-ottobre restano superiori al 50%.

In pratica, il Pacifico equatoriale rimarrà in una fase di equilibrio, né favorevole all’attivazione di un nuovo episodio di El Niño né indicativo di un ritorno alla La Niña. Ciò significa che, in assenza di forzanti globali significative, l’andamento climatico sarà maggiormente condizionato da dinamiche regionali e dalla variabilità naturale.

Probabilità El Niño estate 2025

Autunno e inverno 2025-2026: ritorna l’incertezza

Guardando oltre l’estate, la situazione si complica. Per il periodo novembre 2025 – gennaio 2026, la probabilità di persistenza della fase neutra scende intorno al 46%. In parallelo, aumentano le possibilità che il sistema si inclini verso una nuova fase La Niña (38%) o, meno probabilmente, El Niño (inferiore al 20%).

Questa incertezza riflette le difficoltà tipiche delle previsioni stagionali a lungo termine, specialmente in periodi di transizione. A oggi, nessun modello suggerisce un’anomalia ENSO forte o persistente all’orizzonte, ma il margine di evoluzione rimane aperto.

Quali saranno gli impatti sul clima europeo e italiano?

In assenza di una chiara anomalia ENSO, gli effetti sulle condizioni meteorologiche estive in Europa saranno meno marcati rispetto a quanto avviene durante episodi forti di El Niño o La Niña. In questo scenario, l’andamento stagionale sarà influenzato principalmente da:

  • fattori atmosferici regionali come la posizione del jet stream, la NAO e la Madden-Julian Oscillation;
  • eventuali ondate di calore legate all’espansione dell’anticiclone africano;
  • la tendenza al riscaldamento globale, che continua a incidere sul bilancio energetico del continente.

Ciò non esclude che si possano verificare fasi estive molto calde o, al contrario, periodi instabili: ma tali episodi saranno determinati da configurazioni sinottiche locali e non direttamente legati alla dinamica ENSO.

Conclusioni: una fase neutra che lascia spazio alla variabilità

In sintesi, il sistema ENSO è entrato in una fase neutra e le previsioni favoriscono la sua persistenza almeno fino all’autunno. Questo comporta un’assenza di segnali forti sulle tendenze stagionali globali, lasciando il campo aperto all’influenza di altri driver atmosferici e oceanici.

Per l’Italia e l’Europa, questo significa che le prossime settimane e mesi saranno decisamente influenzate da dinamiche locali, piuttosto che da forzanti globali come El Niño o La Niña. Un motivo in più per seguire con attenzione l’evoluzione modellistica e gli aggiornamenti dei principali centri di calcolo internazionali.