La calotta glaciale antartica (AIS) svolge un ruolo fondamentale nell’innalzamento globale del livello del mare. Dal marzo 2002, la missione GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment) e il suo successore, la missione GRACE-FO (GRACE Follow-On), hanno fornito dati preziosi per monitorare i cambiamenti nella massa glaciale lungo la AIS. Studi precedenti hanno costantemente mostrato una tendenza a lungo termine alla perdita di massa, in particolare nell’Antartide occidentale e nella Penisola Antartica, mentre i ghiacciai dell’Antartide orientale apparivano relativamente stabili. Tuttavia, un recente studio, condotto dal Dott. Wei Wang e dal Prof. Yunzhong Shen presso la Tongji University, ha rilevato un cambiamento sorprendente: tra il 2021 e il 2023, la calotta glaciale antartica ha registrato un aumento record della sua massa complessiva.
In particolare, quattro importanti ghiacciai nella regione Wilkes Land-Queen Mary Land dell’Antartide orientale hanno invertito il precedente andamento di perdita di massa accelerata dal 2011 al 2020, registrando invece un significativo aumento di massa nel periodo 2021-2023.

Aumento di massa record sulla calotta antartica
Dal 2002 al 2010, l’AIS ha registrato una perdita di massa con un tasso di variazione di -73,79±56,27 Gt/anno, quasi raddoppiato a -142,06±56,12 Gt/anno per il periodo 2011-2020. Questa perdita di massa accelerata è stata principalmente correlata all’intensificarsi della riduzione di massa nell’Antartide occidentale e nella regione WL-QML dell’Antartide orientale. Tuttavia, in seguito si è verificata una significativa inversione di tendenza, dovuta a un accumulo anomalo di precipitazioni: l’AIS ha aumentato la sua massa a un tasso di 107,79±74,90 Gt/anno tra il 2021 e il 2023.

Di conseguenza, il contributo della variazione di massa sull’AIS all’innalzamento del livello medio globale del mare è stato di 0,20±0,16mm/anno nel periodo 2002-2010 e di 0,39±0,15mm/anno nel periodo 2011-2020.
Al contrario, nel periodo 2021-2023, ha esercitato un contributo negativo, compensando l’innalzamento del livello medio globale del mare a un tasso di 0,30±0,21 mm/anno.
Aumento della perdita di massa nei bacini glaciali di Totten, Moscow, Denman e Vincennes Bay
I quattro bacini glaciali chiave nella regione WL-QML, ovvero Totten, Moscow, Denman e Vincennes Bay, hanno mostrato un’intensificazione della perdita di massa con un tasso di 47,64±8,14 Gt/anno durante il periodo 2011-2020, rispetto al periodo 2002-2010, con l’area di perdita in espansione verso l’entroterra. I ricercatori hanno spiegato che “questa accelerata perdita di massa è stata principalmente causata da due fattori: la riduzione della massa superficiale (che ha contribuito per il 72,53%) e l’aumento del deflusso di ghiaccio (27,47%)”.
In particolare, la completa disintegrazione di questi quattro ghiacciai potrebbe potenzialmente innescare un innalzamento del livello medio globale del mare superiore a 7 metri. I loro pronunciati pattern di ablazione costituiscono già un segnale di allarme climatico critico, che giustifica una maggiore attenzione scientifica alla loro stabilità.

Una ripresa temporanea?
La calotta glaciale antartica contiene più della metà dell’acqua dolce mondiale. È uno dei maggiori fattori che contribuiscono all’innalzamento del livello del mare, insieme allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e all’espansione termica degli oceani in via di riscaldamento. Questo nuovo periodo di crescita è sia una sorpresa che un promemoria di quanto le regioni polari siano dinamiche e sensibili ai cambiamenti climatici. Se condizioni simili persistono, potrebbero rimodellare le previsioni a breve termine sul livello del mare. Ma la maggior parte degli scienziati sottolinea che questa ripresa è probabilmente temporanea, a meno che non sia supportata da tendenze climatiche più ampie.


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