Rispettando il limite di riscaldamento globale di 1,5°C previsto dall’Accordo di Parigi, si avrebbe la possibilità di salvare una massa doppia di ghiacciai rispetto a uno scenario in cui il mondo si avviasse verso un cambiamento climatico più significativo. È quanto emerge da un nuovo studio guidato da un team internazionale di ricerca e pubblicato sulla rivista ‘Science’. In ogni caso – spiegano gli autori – anche se le temperature globali si stabilizzassero all’attuale livello di riscaldamento di 1,2°C, si stima che il 39% della massa glaciale globale andrebbe comunque perso rispetto ai livelli del 2020, contribuendo di oltre 10 centimetri all’innalzamento globale del livello del mare.
In tutti gli scenari esaminati dagli studiosi, i ghiacciai perdono massa rapidamente nel corso di decenni e poi continuano a sciogliersi a un ritmo più lento per secoli, anche senza ulteriore riscaldamento. Questa risposta a lungo termine significa che i ghiacciai continueranno a risentire degli effetti del calore attuale per molto tempo, ritirandosi gradualmente verso altitudini più elevate prima di raggiungere un nuovo equilibrio.
“Uno dei punti di forza principali del nostro studio è che siamo stati in grado, per la prima volta, di proiettare l’evoluzione dei ghiacciai globali su scale temporali pluricentenarie, e lo abbiamo fatto utilizzando otto modelli invece di uno o due – spiega Harry Zekollari, coautore dello studio – la maggior parte degli studi sui ghiacciai si ferma al 2100, il che è problematico quando si simula l’impatto a lungo termine delle attuali politiche climatiche, data la risposta a lungo termine dei ghiacciai nel tempo”.
Ad esempio, mentre studi limitati all’anno 2100 stimano che circa il 20% della massa glaciale odierna andrà perduta indipendentemente dal riscaldamento futuro, il nuovo studio rivela che, nelle condizioni attuali e considerando scale temporali pluricentenarie, ne scomparirebbe quasi il doppio.


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