Una nuova scoperta potrebbe rivoluzionare la comprensione dell’emicrania: si chiama NEAT1, una molecola di RNA non codificante che sembra avere un ruolo cruciale nella fotofobia, uno dei sintomi più debilitanti associati a questa condizione. È quanto rivela uno studio condotto da ricercatori della Xi’an Jiaotong-Liverpool University e dell’Università di Liverpool, pubblicato sul Journal of Headache and Pain.
Nel modello murino usato per simulare l’emicrania, i livelli di NEAT1 aumentavano significativamente nella regione del ganglio trigemino, nota per il suo coinvolgimento nella trasmissione del dolore. Riducendo NEAT1, i ricercatori hanno osservato una netta diminuzione della sensibilità alla luce.
NEAT1 interagisce con miR-196a-5p, un microRNA che normalmente regola geni legati alla trasmissione del dolore. Quando NEAT1 è presente in eccesso, blocca questa funzione regolatoria, aumentando la reattività nervosa.
Questi risultati aprono la strada a nuovi approcci terapeutici, afferma secondo la coautrice Minyan Wang. Tuttavia, lo studio è stato condotto solo su modelli murini maschi. Poiché l’emicrania colpisce principalmente le donne, saranno necessari ulteriori studi per verificarne la validità anche nel sistema nervoso femminile.


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