Nel cuore di maggio 2025, l’equilibrio termico degli oceani tropicali si sta rivelando particolarmente delicato. Mentre il Pacifico equatoriale si mantiene in una fase di neutralità ENSO, emergono segnali che potrebbero preludere al ritorno di La Niña nei prossimi mesi. Allo stesso tempo, l’Oceano Indiano mostra indizi compatibili con l’attivazione di un Indian Ocean Dipole negativo. Questi sviluppi, ancora in fase iniziale, meritano attenzione per le potenziali implicazioni climatiche globali nella seconda metà dell’anno.
ENSO 2025: da condizioni neutre a possibile transizione verso La Niña
Le analisi attuali indicano che il Pacifico centrale si trova in una fase ENSO-neutrale. Le temperature superficiali del mare nella regione Niño 3.4 — un indicatore chiave — sono prossime alla media climatologica: l’anomalia registrata ad aprile 2025 è stata di -0,10°C, ben all’interno del range di neutralità compreso tra -0,65°C e +0,65°C.

Tuttavia, nei mesi precedenti, la situazione è stata più dinamica. Tra gennaio e marzo, la media dell’Indice Niño 3.4 è scesa fino a -0,70°C, entrando temporaneamente in un territorio compatibile con La Niña debole. Da allora, le anomalie si sono parzialmente attenuate, così come i principali segnali atmosferici associati alla Niña, come i venti alisei intensificati e la nuvolosità ridotta nel Pacifico centrale. Questo indica una possibile transizione verso un nuovo episodio di La Niña, ma ancora non confermata.
Perché i venti alisei sono importanti per comprendere La Niña
In presenza di La Niña, i venti alisei nel Pacifico si rafforzano, spingendo le acque calde verso l’Asia e favorendo il risalire di acque fredde (upwelling) lungo le coste sudamericane. Questo raffreddamento delle acque superficiali orientali è il cuore della fase Niña. Ma la sua portata va ben oltre: altera la circolazione di Walker e influenza il regime delle precipitazioni globali, agendo da forza trainante per anomalie climatiche in Africa, Asia, Australia e Americhe.
Indian Ocean Dipole: fase neutra, ma attenzione ai segnali di inversione
Parallelamente, anche l’Indian Ocean Dipole (IOD) — un altro dei grandi motori oceanici del clima globale — si trova attualmente in fase neutra. I modelli previsionali indicano che questa condizione dovrebbe perdurare almeno fino a giugno 2025. Tuttavia, nelle ultime settimane si è registrato un importante burst di venti occidentali sull’Oceano Indiano, che sta spingendo acque calde verso oriente. Questo movimento è considerato un potenziale precursore dell’attivazione di un IOD negativo nella seconda metà dell’anno.
Il IOD negativo è definito da un’anomalia opposta tra le estremità dell’Oceano Indiano: temperature più calde a est (Indonesia) e più fredde a ovest (Africa orientale). Questa configurazione modifica i flussi monsonici e influisce profondamente sulle precipitazioni stagionali, aumentando il rischio di piogge intense in Indonesia e Australia e di siccità in Africa orientale e India.
Quando La Niña e IOD negativo si attivano insieme
Le ricerche più recenti hanno evidenziato una relazione sinergica tra La Niña e IOD negativo. In particolare, quando l’anomalia fredda del Pacifico è centrata verso ovest (La Niña westward-displaced), si rafforza la circolazione atmosferica zonale sull’Oceano Indiano, favorendo il riscaldamento orientale e quindi la formazione del dipolo negativo.
Se invece La Niña si sviluppa più verso est (eastward-displaced), la risposta dell’Oceano Indiano tende a essere più debole o assente. In quest’ottica, l’eventuale ritorno di La Niña tra luglio e settembre potrebbe fungere da catalizzatore per un IOD negativo tra terzo e quarto trimestre del 2025.
Prospettive e possibili impatti globali
- Pacifico equatoriale: Le anomalie termiche restano contenute, ma l’intensificazione dei venti alisei e altri segnali atmosferici suggeriscono una possibile evoluzione verso La Niña.
- Oceano Indiano: Il recente burst di venti occidentali potrebbe avvicinare l’oceano a una fase negativa del dipolo.
- Implicazioni climatiche: La combinazione La Niña + IOD negativo può portare piogge intense in Australia e Indonesia, e siccità in India e Africa orientale.
Attesa per l’evoluzione, occhi puntati sui tropici
Al momento, sia l’ENSO che l’IOD restano in condizioni neutrali. Tuttavia, i segnali oceanici e atmosferici rilevati nel mese di maggio — dai venti equatoriali nel Pacifico al movimento delle masse d’acqua nell’Oceano Indiano — suggeriscono che i prossimi mesi saranno decisivi.
Se la tendenza verso La Niña si consoliderà, aumenteranno anche le probabilità di un IOD negativo, con conseguenze climatiche su scala globale. L’attenzione degli scienziati e degli analisti climatici è ora rivolta all’evoluzione di queste dinamiche: perché quando i tropici si muovono, il clima del mondo risponde.


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