Il 16 maggio 1975 Junko Tabei divenne la prima donna al mondo a raggiungere la vetta dell’Everest, abbattendo barriere culturali e sociali. Cinquant’anni dopo, la montagna più alta del pianeta si prepara a celebrare la millesima ascensione femminile, un traguardo storico che testimonia la crescente presenza delle donne nell’alpinismo d’alta quota.
Dai dati dell’Himalayan Database emerge che al maggio 2025 le scalate femminili all’Everest sono 962, rispetto alle oltre 11.900 maschili. Se nel 1975 solo 38 uomini avevano preceduto Tabei, oggi le donne rappresentano circa il 10% dei successi, con un tasso di crescita costante.
Nonostante il progresso, le disparità permangono. Solo il 9% delle scalatrici è nepalese, e le guide donne restano eccezioni, come Dawa Yangzum Sherpa, certificata a livello internazionale solo nel 2018. Le alpiniste, spesso più prudenti in quota, registrano tassi di successo inferiori agli uomini, ma anche una mortalità più bassa.
L’eredità di Tabei, affiancata da pioniere come Pasang Lhamu e Lydia Bradey, continua a ispirare. Sempre più donne scelgono l’alta quota come spazio di libertà e realizzazione personale. Il futuro dell’Everest parla anche al femminile.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?