Everest, il cielo si ripulisce: mercurio atmosferico giù del 70% in 20 anni

Uno studio ha monitorato per 4 decenni l’inquinamento sulla vetta del mondo

I livelli di mercurio nell’atmosfera sono crollati del 70% negli ultimi vent’anni grazie alla riduzione delle emissioni: lo rivela uno studio dell’Università di Tianjin, pubblicato su ACS ES&T Air, che ha monitorato per 4 decenni l’inquinamento sulla vetta del mondo, il monte Everest. Gli scienziati, guidati da Yindong Tong, hanno utilizzato un metodo originale: l’analisi delle foglie di Androsace tapete, una pianta perenne ad alta quota che conserva tracce dell’ambiente ogni anno, come gli anelli degli alberi. Prelevando foglie risalenti fino al 1982, il team ha potuto ricostruire l’evoluzione del mercurio atmosferico.

La ricerca mostra che oggi il suolo è la principale fonte di emissioni (62%), superando quelle umane (28%). Il mercurio viene rilasciato naturalmente, ma anche dalle attività industriali e dall’uso di combustibili fossili. La diminuzione delle emissioni antropiche è attribuita a regolamentazioni come la Convenzione di Minamata.

Gli studiosi avvertono che, sebbene i progressi siano evidenti, il cambiamento climatico potrebbe aumentare le riemissioni dal suolo. Serviranno dunque strategie future mirate per limitare anche queste fonti naturali e proseguire nel risanamento dell’atmosfera.