Un semplice selfie potrebbe aiutare a salvare vite: lo suggerisce uno studio pubblicato su The Lancet Digital Health che descrive FaceAge, un innovativo strumento di intelligenza artificiale sviluppato dal team di Hugo Aerts al Mass General Brigham. Utilizzando un algoritmo di deep learning, FaceAge analizza le caratteristiche facciali per stimare l’età biologica e le probabilità di sopravvivenza nei pazienti oncologici.
L’IA è stata addestrata su quasi 59mila immagini di individui sani e testata su oltre 6mila pazienti affetti da cancro. I risultati sono sorprendenti: i pazienti oncologici appaiono in media 5 anni più anziani rispetto alla loro età cronologica, e questa discrepanza è correlata a una prognosi peggiore, soprattutto se il volto suggerisce un’età superiore agli 85 anni.
In confronto diretto con 10 medici esperti, FaceAge ha dimostrato una maggiore precisione nel prevedere l’aspettativa di vita a breve termine nei pazienti sottoposti a radioterapia palliativa. Secondo Ray Mak, co-autore dello studio, questa tecnologia apre scenari rivoluzionari nell’identificazione di biomarcatori visivi, con applicazioni future che potrebbero estendersi ben oltre il campo oncologico.


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