La Festa della Mamma: storia di un’amore universale

Questa giornata rappresenta un ponte tra passato e presente, tra memoria e affetto

Oggi domenica 11 maggio 2025, come da tradizione nella seconda domenica del mese, in Italia si celebra la Festa della Mamma, un’occasione speciale per omaggiare una delle figure più importanti della vita di ciascuno. Ma dietro ai fiori, ai biglietti e ai pranzi in famiglia, si nasconde una storia lunga, affascinante e, in alcuni tratti, sorprendente.

Radici antiche tra divinità e fertilità

Le origini della celebrazione affondano le radici nel mondo greco-romano. In quell’epoca, la maternità era celebrata durante riti e festività dedicati alle divinità femminili, simboli di fertilità e rigenerazione. Queste prime forme di “Festa della Mamma” non erano legate a una figura familiare come la intendiamo oggi, ma al principio stesso della vita e della continuità.

Maria, Madre di Dio: un culto che attraversa i secoli

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, la figura della Madonna prese il centro della scena: madre per eccellenza, Maria venne celebrata nella sua dimensione divina. Il titolo di Theotokos – Madre di Dio – le fu ufficialmente riconosciuto nel Concilio di Efeso del 431, ma il culto popolare era già vivo dal III secolo. Maggio, il mese mariano per eccellenza, è ancora oggi associato alla maternità e alla figura di Maria, rendendo naturale la collocazione della festa proprio in questo periodo.

Una madre pacifista: la nascita moderna della festa

Il concetto moderno della Festa della Mamma nasce però negli Stati Uniti, grazie all’impegno di Ann Reeves Jarvis, pacifista americana che, al termine della Guerra civile, organizzò eventi per unire le madri di ex nemici. La figlia, Anna Jarvis, ne raccolse l’eredità e lottò con tenacia per il riconoscimento ufficiale della festa, ottenuto nel 1914 grazie al presidente Woodrow Wilson, che la fissò alla seconda domenica di maggio, in onore della data della morte della madre.

Dalla propaganda al cuore: la Festa della Mamma in Italia

In Italia, la Festa della Mamma fece la sua prima comparsa nel 1933, in pieno regime fascista, con la Giornata della madre e del fanciullo, celebrata il 24 dicembre. Ma si trattava di una celebrazione profondamente legata alla propaganda del regime, che esaltava la figura della madre prolificatrice di nuovi cittadini, soprattutto maschi. Un’ideologia che contribuì alla nascita del cosiddetto “mammismo”, termine introdotto dallo scrittore Corrado Alvaro nel 1952, che ancora oggi descrive in modo critico la centralità quasi mitica della madre nella cultura italiana.

Solo nel dopoguerra la ricorrenza acquisì un tono più autentico e affettivo. Negli anni ’50 si diffusero due celebrazioni parallele: una religiosa ad Assisi, l’altra commerciale in Liguria, promossa dai fiorai. Entrambe si svolgevano a maggio e contribuirono alla definitiva affermazione della data attuale.

Festa della Mamma, un rito contemporaneo

Oggi, la Festa della Mamma è un momento per riflettere sull’importanza delle donne che, con dedizione silenziosa e amore incondizionato, hanno contribuito a plasmare generazioni. Dai suoi albori pagani alla consacrazione cristiana, fino alla formalizzazione laica e globale, questa giornata rappresenta un ponte tra passato e presente, tra memoria e affetto.

Fiori, poesie, piccoli doni: ogni gesto, anche il più semplice, è un modo per dire grazie. Non solo alle madri biologiche, ma a tutte le figure materne che ogni giorno, in mille modi diversi, si prendono cura degli altri.